Grave il neonato accoltellato I medici: «Lesioni cerebrali»

Il bimbo di Agrigento forse è stato picchiato. La madre: «L’ho ferito ma non volevo ucciderlo»

da Agrigento

I medici del reparto di Chirurgia infantile di Palermo stanno facendo tutto il possibile. La vita del piccolo di sei mesi, ferito gravemente dalla madre domenica pomeriggio, è ancora in grave pericolo. La Tac ha rilevato presenze di sangue a livello cerebrale. Il dubbio è che il bimbo, oltre all’aggressione con il cacciavite, sia stato anche colpito in testa o abbia battuto la testa.
Intanto, dalle indagini emergono nuovi particolari. Nell’abitazione di via Callicratide di Marie August Tineke Stevening, 24 anni, i poliziotti hanno rinvenuto delle tracce di sostanze stupefacenti. Quattrocento grammi di hashish divisi in due panetti, un bilancino elettronico di precisione, 88 involucri già confezionati per un totole di 13 grammi, un altro involucro con un grammo e mezzo di marijuana, altri 25 grammi di hashish che erano contenuti in un contenitore cilindrico e 52 grammi di marijuana in un sacchetto. Un vero e proprio supermercato della droga. La donna, che si trova in carcere con l’accusa di tentato omicidio, ieri non è stata interrogata dal gip che dovrà adesso convalidare o meno il fermo. Marie August Tineke Stevening ha detto ai poliziotti che non intendeva uccidere il bambino e che si è trattato di un incidente. La donna, quando sono scattati i soccorsi, era in stato confusionale, molto probabilmente sotto l’effetto della droga. Ora dopo ora sta cadendo l'ipotesi che la ragazza belga fosse affetta da una sorta di depressione post partum. Marie si trova rinchiusa nel carcere di contrada Petrusa di Agrigento e nel pomeriggio sarà interrogata dal gip del Tribunale di Agrigento. Secondo quanto si è appreso ieri, la donna avrebbe ammesso di avere ferito il bimbo, ma avrebbe negato di avere avuto l'intenzione di ucciderlo. «Marie August Tineke Stevening - ha spiegato l'avvocato Silvio Miceli - è una donna estremamente instabile psicologicamente e ha, a mio avviso, dei grossi problemi psichiatrici la cui entità va rimessa all’accertamento dei medici. È chiaro che al momento dell’udienza di convalida mi riservo di valutare l'opportunità di richiedere preliminari accertamenti medici volti a verificare la capacità dell’indagata di cosciente partecipazione all'udienza di convalida. Questo sulla scorta di un’impressione parziale che ho avuto nel breve colloquio con la mia assistita». La donna viveva ad Agrigento da pochi mesi, non aveva amici né parenti né un lavoro stabile. Aveva conosciuto Giuseppe Russo e si erano innamorati. L'uomo vuole bene al bambino come fosse suo figlio. Domenica scorsa Giuseppe Russo era ritornato nella casa di via Callicratide per portare via le sue cose, il rapporto con Marie August si era ormai logorato. L'uomo, figlio di un vigile urbano in pensione, ha cercato di spiegare cosa sia successo. «Sono arrivato a casa e ho notato il bambino in una pozza di sangue. Ho chiamato la polizia, la mia ex convivente era nuda e parlava in modo sconnesso». Più di questo, Giuseppe Russo non ha voluto dire, il suo intero racconto è coperto dal segreto istruttorio.
Il piccolo si dovrebbe riprendere, le sue condizioni sono gravi, ma ha superato già le prime 24 ore, quelle più critiche. Ecco perché c'è un certo ottimismo.