Gravina, "Fratellini caduti tra le 20 e le 24"

Secondo la perizia presentata ieri dai medici legali i due fratellini sarebbero caduti nel pozzo tra le 20 e le 24, smentendo il supertestimone. Francesco morto poco dopo, Salvatore ha resistito 24 ore. Sui corpi non c'è segno di violenza. Silenzio della procura

Bari - Francesco e Salvatore Pappalardi sono morti il 5 giugno 2006, giorno della loro scomparsa, tra le 20 e le 24. È una delle indiscrezioni trapelate all’indomani del deposito in procura della relazione fatta dai medici legali sui corpi dei due fratellini di Gravina in Puglia, ritrovati in una cisterna di una casa abbandonata del paese il 25 febbraio scorso. Non si direbbe esplicitamente che si è trattato di una caduta accidentale, ma verrebbero forniti una serie di tasselli e indicata una forbice per l’ora della morte circoscritta e comunque precedente alle 21,30 quando il supertestimone, un amico dei due fratellini di Gravina, dice di aver visto Filippo Pappalardi (l'unico indagato, scarcerato, ma ancora ai domicliari) far salire i suoi figli sulla sua auto nella piazza delle Quattro Fontane.

Analisi All’ora presunta della morte si sarebbe arrivati analizzando i residui di cibo trovati nell’intestino crasso, dove sarebbe finito l’ultimo pasto consumato dai fratellini alle 17,30 del 5 giugno 2006. Secondo ulteriori indiscrezioni, Francesco è morto per primo per lesioni traumatiche; Salvatore è morto successivamente per inanizione, cioè un tempo lungo di sopravvivenza con fame, freddo, sete e stenti. Nella perizia i medici hanno stabilito che sui corpi dei fratellini non ci sono segni di violenza.

Salvatore Sarebbe morto "non prima di 24 ore dalla precipitazione" il più piccolo dei fratellini Pappalardi. Lo stabilisce la relazione medico-legale dei consulenti della procura, Francesco Introna e Vito Romano. Ciccio, il maggiore dei fratellini, nella caduta nella cisterna subì ferite assai più gravi: per questo sarebbe morto, secondo i consulenti in tre-quattro ore.

Silenzio dalla procura Il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, non rilascia dichiarazioni di alcun tipo su nessun argomento. Lo ha fatto sapere ai giornalisti lo stesso Marzano attraverso un carabiniere che lo ha riferito agli operatori dell’informazione presenti al quarto piano del palazzo di Giustizia di Bari. "È inutile che state qui, non dico una parola". Così il pm Antonino Lupo, che si occupa delle indagini sulla morte dei fratellini di Gravina in Puglia, si è rivolto ai giornalisti, che lo attendevano nei corridoi della procura, prima di chiudersi nella sua stanza. Ieri alla segreteria dello stesso pm è stata depositata la relazione redatta dai medici legali incaricati, Francesco Introna e Vito Romano, sulla morte dei fratelli Francesco e Salvatore Pappalardi.