Gravina, nel pozzo i corpi dei fratellini

A farli ritrovare è stata un'incredibile coincidenza: un bimbo di 12 anni che giocava nel cortile di una casa abbandonata è caduto nel cunicolo. Francesco e Salvatore Pappalardi erano spariti nel giugno 2006: <strong><a href="/a.pic1?ID=244116">20 mesi di false piste</a></strong>

Bari - Sono loro. Manca il verdetto definitivo che arriverà già oggi con gli accertamenti tecnici. Ma la speranza è finita. E così all’improvviso, dal buio di un pozzo a poca distanza dal centro di Gravina in Puglia, affiora il tragico destino di Francesco e Salvatore Pappalardi, i fratellini di 13 e 11 anni scomparsi il cinque giugno di due anni fa. I corpi (a quanto pare mummificati) sono stati avvistati ieri sera in un cunicolo di appena un metro di diametro che sprofonda per venticinque metri. I vigili del fuoco si erano calati là sotto per salvare un ragazzino di 11 anni precipitato mentre giocava con gli amici. Durante l’operazione di soccorso è scattato l’allarme. E rapidamente i sospetti hanno lasciato il posto alla drammatica conferma: sono i resti di due bambini e sono compatibili con l’epoca della scomparsa di Ciccio e Tore; l’ulteriore conferma è emersa dal riconoscimento dei vestiti: sono stati notati i pantaloni bianchi di Francesco e la maglietta arancione di Salvatore.

Il primo intervento dei vigili del fuoco è scattato alle 17 dopo una telefonata. I soccorritori sono giunti sul posto, in via Conciliazione, a ridosso della pineta comunale, una zona punteggiata da una serie di casolari diroccati e case abbandonate. Non è distante dal centro e dal commissariato di polizia. Nel pozzo c’era il ragazzino caduto mentre giocava con gli amici. Era ferito, le gambe rotte, ma riusciva a parlare: uno dei vigili del fuoco si è calato, lo ha imbracato e lo ha portato fuori. Una volta in superficie, il soccorritore ha riferito di aver scorto dei resti umani: è stata fatta una seconda ispezione, si è diffuso l’allarme.

La notizia è rimbalzata a Bari. Nel giro di poco tempo sul posto si sono precipitati il procuratore Emilio Marzano, il prefetto Carlo Schilardi, la madre dei due bambini e il questore, Francesco Speranza. Che conferma: «Sicuramente si tratta di Ciccio e Tore, abbiamo troppi elementi che coincidono». E aggiunge: «Potrebbero essere caduti come potrebbero essere stati buttati». Insomma, dopo il ritrovamento è possibile intravedere nuovi scenari investigativi in questa vicenda drammatica tinta di giallo. Nonostante l’inchiesta sembrasse chiusa dopo l’arresto del padre dei fratellini, Filippo Pappalardi, in carcere con l’accusa di aver ucciso i figli e aver fatto sparire i corpi. «A questo punto – dice il suo avvocato, Angela Aliani - ritengo che le indagini debbano ripartire dall’inizio».

Ciccio e Tore sono svaniti nel nulla dopo una serata come tante. L’ultima volta li hanno visti il cinque giugno in piazza delle quattro fontane, nel centro storico di Gravina in Puglia, ventimila abitanti, paese arrampicato sulle colline della Murgia. I fratellini sono usciti di casa dopo aver fatto i compiti, si sono incontrati con alcuni amici, hanno giocato rincorrendosi e lanciandosi palloncini pieni d’acqua. Da allora solo una valanga di segnalazioni che hanno accompagnato mesi scanditi da serrate ricerche, rimaste senza esito. Centinaia di persone hanno passato al setaccio le campagne a ridosso di Gravina in Puglia, un labirinto di cunicoli e canyon che sprofondano all’improvviso per decine di metri: sono stati utilizzati agenti a cavallo per ispezionare gli angoli più impervi, sono stati usati elicotteri e moto da cross. E invece i corpi senza vita di Ciccio e Tore sono stati trovati là sotto, in quel pozzo vicino alle luci del centro.