Gravina, Pappalardi in lacrime dal gip: "Io sono innocente"

Il padre dei fratellini morti interrogato per tre ore dal gip Romanazzi: "Non sono andato in piazza delle Quattro Fontane quella sera". Il magistrato prende tempo: "Decido lunedì"

Bari - Il giorno del faccia a faccia con il giudice è arrivato. È durato tre ore l’interrogatorio, davanti al gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi, di Filippo Pappalardi accusato dell’omicidio dei due figli, Francesco e Salvatore, scomparsi da Gravina il 5 giugno 2006 e ritrovati privi di vita il 25 febbraio scorso. Secondo indiscrezioni filtrate nei corridoi di palazzo di giustizia, l'uomo, secondo quanto trapelato, appare molto provato in volto e avrebbe tradito in aula momenti di commozione. All’indagato, che continuerebbe a ribadire con forza la propria innocenza e a pensare alla terribile fine di Ciccio e Tore, sarebbero state contestate alcune dichiarazioni fornite nei mesi scorsi ritenute in qualche modo divergenti rispetto a quelle rilasciate oggi. Ha giurato di non essere un assassino, ha ribadito la propria estraneità ai fatti, ha detto di aver cercato sempre, la sera del 5 giugno 2006, i figli Ciccio e Tore e ha assicurato di non averli mai incontrati. Più volte si è commosso ed è scoppiato a piangere.

La verità "Non c’è mai stato alle Quattro Fontane e lo ha detto espressamente. Anzi ha aggiunto: magari li avessi trovati". Lo ha detto Angela Aliani, legale di Pappalardi, parlando all’esterno della procura con i giornalisti al termine dell’audizione dell’uomo. "Non c’è niente di nuovo - ha aggiunto - se non quello di aver fornito spiegazioni al giudice che deve decidere sulla sua scarcerazione. Nessun momento di tensione, quando non ce la faceva più, piangeva. Era molto provato".

Scarcerazione L’interrogatorio, a cui è presente il pm, Antonino Lupo, è stato richiesto dal difensore, Angela Aliani, esercitando un diritto della difesa. Pappalardi è giuntoa palazzo di giustizia di Bari a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria, proveniente dal carcere di Velletri (Roma). Chi l’ha visto entrare nel palazzo di giustizia dall’ingresso riservato ai detenuti riferisce che Pappalardi indossa un giubbotto color marrone e pantaloni verdi. Il gip dovrà decidere sull'istanza di scarcerazione presentata dal suo legale. La procura ha già espresso parere contrario.

Il gip Il gip Romanazzi prende tempo: "Ho bisogno di valutare attentamente le carte e di ponderare la decisione, non è escluso che mi prenderò anche questo fine settimana di tempo per decidere in merito a quanto richiesto dalla difesa di Filippo Pappalardi".

I parenti "Ci avete distrutto 20 mesi di vita. Mio fratello è una persona onesta". Lo ha detto ai cronisti la sorella di Pappalardi prima di entrare negli uffici della procura di Bari. Insieme alla sorella c’è anche il il padre dell'uomo che ha accusato i giornalisti: "Avete scritto tante falsità, non solo abbiamo la morte nel cuore per questi bambini, ma pure voi". E poi ha aggiunto: "Mio figlio è un brav’uomo". Insieme a loro anche la compagna di Pappalardi, Maria Ricupero.