Gravina, "Vivi nel pozzo per un giorno"

Primi risultati sui corpi dei periti: "Francesco ha una gamba rotta, morti dopo 24 ore passate a 8 gradi". La difesa: "Sono caduti mentre giocavano, Salvatore ha cercato di uscire, segni di unghie sul muro". Il procuratore convinto delle accuse al padre

Bari - Francesco e Salvatore Pappalardi sono sopravvissuti al massimo 24 ore, forse anche meno. È quanto emerge dal primo esame esterno delle salme. Salvatore ha una frattura alla gamba sinistra, mentre Francesco, il più grande, almeno esternamente non presenta segni di fratture. Secondo i periti autoptici, infatti, a provocare il decesso dei due fratellini sarebbe stata la bassa temperatura che all’interno della cisterna non supera costantemente gli 8 gradi. Domani sui due corpi saranno effettuate le radiografie, poi inizierà la vera autopsia.

La madre riconosce i corpi Sono stati riconosciuti dalla madre, Rosa Carlucci, i corpi dei due fratellini di Gravina Francesco e Salvatore Pappalardi. Lo ha confermato Francesco Introna, responsabile del pool di medici legali incaricati dalla procura. Introna ha lasciato l’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari per raggiungere gli uffici della Procura di Bari dove verrà formalmente affidato tra breve l’incarico per l’autopsia. Rosa Carlucci si sente "male, male, molto male" dopo la procedura di riconoscimento. Lo afferma l’avvocato che l’assiste, Domenico Molfetta. La madre di Ciccio e Tore, assieme al legale, ha raggiunto la procura.

Autopsia Sono previsti per la tarda mattinata in procura gli affidamenti degli incarichi medico-legali ai consulenti che dovranno compiere le autopsie per accertare le cause della morte di Francesco e Salvatore, i due fratellini di Gravina scomparsi il 5 giugno 2006, trovati l’altra sera, per caso, in una cisterna vuota all’interno di una casa padronale abbandonata. Secondo le anticipazioni fatte da inquirenti e investigatori nelle ultime ore, in primo luogo i consulenti della procura dovranno stabilire quali traumi i ragazzini abbiano subito nella caduta da un’altezza di oltre 20 metri attraverso il cunicolo che li ha portati nella cisterna. Dovranno inoltre dare qualche certezza per rispondere alla domanda se sono finiti nella cisterna già morti o invece - come è sembrato verosimile ieri a investigatori e medici legali - siano morti di fame, di freddo, di sete, e di paura, in quella cisterna per loro sigillata come una tomba. Gli accertamenti medico-legali dovranno anche riguardare elementi vari, come la rimanenza di cibo nello stomaco, che potrebbero aiutare a far comprendere quando è sopraggiunta la morte; importanti anche l’esame dei vestiti, di piccoli oggetti nelle tasche, per ricostruire le ultime ore.

Il procuratore "Il procuratore continua a ritenere valida la tesi accusatoria". Lo ha dettoAngela Aliani, difensore del papà dei due fratellini, Filippo, in carcere con l’accusa di aver ucciso i due figli, al termine di un colloquio avuto con il procuratore Emilio Marzano.

Il difensore del padre: "Salvatore ha una gamba rotta" "Probabilmente nella cisterna è caduto prima Ciccio perché ha quasi certamente una frattura alla gamba sinistra. Ciccio può aver chiesto aiuto al fratello Salvatore, che è finito nel pozzo nel tentativo di soccorrere Francesco". È la ricostruzione di Angela Aliani, difensore del papà dei due fratellini. Secondo il legale i ragazzini sono caduti mentre giocavano in una stanza interrata della vecchia masseria. Lì si trova uno dei tre accessi al pozzo. Il legale ha spiegato che Francesco "dopo essere caduto nel cunicolo del pozzo, si è trascinato per mezzo metro fino a raggiungere la cisterna". Lì è stato trovato il suo corpo. "Il cadavere di Salvatore - ha aggiunto - era a circa 15 metri di distanza, vicino ad una parete della cisterna dove si trova anche un davanzale alto un metro e mezzo. Sul davanzale sono state trovate le scarpe di Salvatore, una scarpa di Francesco e la t-shirt di Salvatore. Per terra, sotto il davanzale, si trovava il giubbottino verde di Ciccio. Sotto il davanzale sul quale sono state trovate le scarpe e la t-shirt erano accatastati uno su l’altro dei tufi: questo perchè il davanzale è posto ad un’altezza di un metro e mezzo mentre Salvatore è alto un metro e trenta". Il fatto che almeno Salvatore abbia riposto le scarpe sul davanzale fa ipotizzare alla difesa che il ragazzino sia rimasto per ore in vita nella cisterna: ha avuto infatti la possibilità di sfruttare il raggio di luce che entrava per vedere il davanzale. "Su una parete della cisterna - ha aggiunto il legale - c’erano segni di unghiate".