Grazia a Vallanzasca, no del Quirinale

Non è stata accolta la domanda presentata dall'ex leader della banda della Comasina condannato a quattro ergastoli. La compagna: "Allora dategli la pena di morte" 

Milano - Non è stata accolta la domanda di grazia, presentata nei mesi scorsi, da Renato Vallanzasca, ex leader della banda della Comasina, attualmente detenuto nel carcere milanese di Opera e condannato a quattro ergastoli. Della mancata concessione della grazia si è avuta conferma in ambienti dell’amministrazione penitenziaria e è stata data comunicazione a Vallanzasca attraverso il magistrato di sorveglianza di Pavia. La domanda di grazia era stata, infatti, presentata quando Vallanzasca era detenuto a Voghera e, pertanto, il magistrato di sorveglianza è quello pavese. Dal luglio dello scorso anno è stato trasferito nel penitenziario di Opera, alle porte di Milano, per potersi avvicinare alla mamma Maria, ultranovantenne e malata. Renato Vallanzasca, noto anche come "il bel René", ha 57 anni e ha trascorso circa 37 anni in carcere. È stato condannato a quattro ergastoli e ad altre decine di anni di carcere per sette omicidi e numerosi altri reati. La notizia della mancata concessione della grazia "da parte del capo dello Stato" è stata inviata dal ministero della Giustizia il 12 settembre scorso e Renato Vallanzasca ha ricevuto la comunicazione lo scorso 15 settembre nel carcere di Opera. L’ex capo della banda della Comasina (dal nome della zona di Milano dove ha mosso i primi passi nella malavita) finora ha ottenuto brevissimi permessi per visitare l’anziana madre.

La compagna: "Allora pena di morte" Antonella D’Agostino, compagna di Renato Vallanzasca, è reduce dall’ospedale in cui è andata a trovare la madre del "bel Renè", che è stata ricoverata nel reparto di Cardiologia dopo aver saputo che la grazia al figlio non era stata concessa. "Non c’è stato nemmeno bisogno di dirglielo - commenta la donna - lo ha capito dalla mia espressione sconvolta". Non nega che lei e la madre nella concessione della grazia ci speravano: "La grazia l’aveva chiesta per noi - commenta Antonella - per me e per sua madre, eravamo state noi a martellarlo. Quelle cose le ha fatto quando aveva 20 anni - prosegue - ora ne ha 60. C’è gente che ha ucciso, sciolto bambini nell’acido e ora gode di protezione ed è pagata da noi". Antonella ricorda le due o tre volte in cui nei mesi scorsi Vallanzasca è stato a casa sua, dove si trovava anche la madre ammalata. "L’avevano capito anche gli agenti di scorta che è una persona stanca, che non ha più voglia di nulla, che è effettivamente cambiato. Ma che cos’è - si chiede - è la personificazione del male? Forse la pena di morte sarebbe più decorosa".