Graziani (Cestart): «Sull'arte si fa avanti anche il Qatar»

Tre incontri sull'andamento e le prospettive del mercato dell'arte si sono concentrati in pochi giorni. Archiviato quello di Londra del 30 ottobre alla London school of economics, martedì 5 si terrà a Milano quello organizzato dalla Sda Bocconi; poi, il 7 e l'8, si terrà il convegno di San Marino con il quale, per la prima volta, uno Stato si propone di venire incontro alle esigenze del settore con un programma specifico. Ma quanto pesa oggi sull'economia il mercato dell'arte? Lo chiediamo a Giancarlo Graziani, coordinatore delle attività del Cestart, Centro studi sull'economia dell'arte. «Tale mercato - risponde lo studioso - è un formidabile mezzo di promozione nonché un apprezzabile produttore di fortune economiche. A tale proposito basti pensare che Wealth X - società con cui stiamo organizzando un Art focus group per valutare l'incidenza dei beni artistici nei patrimoni - ha stimato le fortune dei più ricchi artisti viventi, rilevando che Damien Hirst, a esempio, possiede un patrimonio personale di 350 milioni di dollari».
Cifre sbalorditive.
«Per noi italiani, sicuramente: tant'è che Hirst è inglese. Non crediamo sia casuale che Stati Uniti (5°) e Regno Unito (10°) siano nella top ten dei Paesi più competitivi del World economic forum, mentre l'Italia non riesce neppure a tenere una posizione attardata (49ª da 42ª). Ma è più interessante è pensare che per fare tanto è necessario un indotto che ha sicuramente generato lavoro e ricchezza, e questo alcuni lo stanno comprendendo».
Che cosa intende dire?
«Oltre alla Repubblica di San Marino che con Mercanti & Banche si propone in maniera intelligente come Paese guida del mercato internazionale dell'arte, c'è da rilevare che il Qatar attraverso la sua Qatar museums authority, intende anch'esso divenire un centro di riferimento degli scambi e della produzione di beni artistici per supplire alle carenze che la sua economia basata sulle risorse naturali potrebbe mostrare in futuro, nonostante sia al 13° posto della graduatoria sopra ricordata. A capo della Qatar museums authority c'è la sceicca Mayassa al Thani, che la rivista Art review ha posto al vertice della classifica delle 100 personalità più influenti nel mondo per l'arte».
Ci sono anche importanti imprenditori impegnati nel collezionismo?
«In questa graduatoria è presa in esame l'arte contemporanea e vi compaiono nomi di imprenditori notissimi, primi tra tutti i francesi Francois Pinault, proprietario tra l'altro di Christie's Auction, e Bernard Arnault».
Presenze italiane?
«Nessun imprenditore di spicco. Solo alcuni galleristi, tra i quali De Carlo di Milano, Cristiani, Fiaschi e Rigillo di San Gimignano, Noero e Falcone di Torino, mentre la 10ª posizione è occupata dal giovane Massimiliano Gioni, grazie all'incarico di curatore della Biennale di Venezia».