Grazie ai tombaroli la Finanza scopre una piccola Pompei

L’antica città romana di «Lorium» sta lentamente tornando alla luce. La Soprintendenza del Comune ha rivelato la presenza di una villa alle porte di Roma sulla via Aurelia, presso l’azienda agricola di Castel di Guido (località Olivella). Scoperto due anni fa ma rinvenuto e messo in sicurezza soltanto ieri, il complesso fa parte di una struttura più ampia che comprende la villa di Monte delle Colonnacce e la villa di Monte Aurelio, rinvenuta di recente. La villa è stata ritrovata nel 2005 grazie ad un’operazione della Guardia di Finanza con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica. Una volta individuati gli scavi, è stato facile mettersi sulle tracce di alcuni tombaroli, che, come è noto, hanno un notevole sesto senso nel ritrovare oggetti antichi. «Il rinvenimento di alcuni resti e diverse perquisizioni - ha raccontato il tenente della Guardia di Finanza, Marco La Malfa, - hanno rivelato l’esistenza di un’attività di scavo illegale nella zona». L’arresto di due tombaroli che con un metal detector depredavano il sito archeologico è stato immediato. Gli scavi sono iniziati l’estate scorsa, portando alla luce alcuni vani della villa. Un «frigidarium» e un «calidarium», intatti e uno splendido mosaico. Ottimo lo stato di conservazione delle murature, dei marmi e delle lastre policrome. L’impianto termale della villa è molto grande ed è stato collocato tra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo. Lorium, forse, non è una vera e propria città, bensì un insediamento, probabilmente frequentato, al tempo, da senatori e nobili romani. Gli scavi riprenderanno i primi di luglio grazie ad un finanziamento di 30mila euro stanziato dalla Sovrintendenza, con la collaborazione dell’Università la Sapienza.