Grazie all’«EfficientDynamics» meno consumi e più ambiente

Le aziende possono contare su un’ampia scelta di modelli a impatto minimo

La crisi? Almeno per ora, non abita qui. Nonostante il mercato dell’auto stia vivendo uno dei momenti più bui e le fibrillazioni della finanza internazionale tengano tutti con il fiato sospeso, il comparto del noleggio veicoli sta per chiudere anche il 2008 all’insegna dei trend positivi, come accade da oltre un decennio: +5% in termini di fatturato (che supera i 4,8 miliardi) e flotta circolante (oltre 665mila veicoli) e +4% per quanto riguarda le immatricolazioni. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal settimo rapporto annuale sullo stato di salute del settore presentato a Milano da Aniasa, l’associazione che nell’ambito di Confindustria riunisce gli operatori dell’autonoleggio. Insomma, mentre in Italia le immatricolazioni complessive crollano di oltre il 10%, l’auto in affitto conferma il proprio ruolo di prezioso supporto al mondo delle quattro ruote, grazie all'immissione su strada di oltre 289mila nuovi veicoli nei primi dieci mesi del 2008.
«Il dato più significativo è però un altro - interviene Roberto Lucchini, presidente di Aniasa - e riguarda la percentuale delle vetture immatricolate dalle società di noleggio sull’intero mercato, che quest'anno ha raggiunto addirittura il 15%». Pur essendo contrassegnato dalla crescita di tutti i principali indicatori, però, il 2008 non è stato per il noleggio un anno omogeneo. A un primo semestre vissuto con il vento in poppa (fatturato al +7%, immatricolazioni al +9%), infatti, ha fatto seguito una fase di contrazione degli ordini. Anche la locazione veicoli, quindi, comincia a risentire della congiuntura difficile? «La crisi c’è, la sentono i nostri clienti e la sentiamo noi - risponde Lucchini -: ma questa situazione, se da un lato preoccupa, dall’altro può rappresentare un’opportunità. Proprio nei momenti di difficoltà, infatti, le aziende sono incentivate a scegliere modelli di utilizzo della vettura meno gravosi sotto l’aspetto finanziario e gestionale. Come il noleggio, appunto».
Analizzando più nel dettaglio i numeri elaborati da Aniasa, si scopre che a fare la parte del leone è ancora una volta il noleggio a lungo termine, che da tempo viaggia su percentuali di sviluppo prossime o superiori alla doppia cifra. Anche qui, però, a colpire in positivo sono soprattutto i dati relativi ai primi sei mesi, quando il fatturato ha fatto registrare un +11%. Alla luce del successivo rallentamento, invece, le stime per fine 2008 parlano di un volume d’affari in crescita più contenuta (+5%), mentre le immatricolazioni dovrebbero attestarsi su un ottimo +15%, pari a oltre 195mila unità. Buone notizie anche sul fronte del noleggio a breve termine, che chiuderà l’anno con un +4% di fatturato, nonostante la stagione turistica sia stata penalizzata dalla crisi economica. «Per quanto riguarda il breve termine, c’è un numero che mi piace ricordare - sottolinea Lucchini - ed è quello relativo alla percentuale di cittadini italiani sui clienti che si presentano alle stazioni di noleggio: sono quasi il 60%, segno che si tratta di un’abitudine ormai entrata nella cultura dei nostri connazionali». Altro tema d’attualità, sul quale i noleggiatori sono in prima fila da tempo, è quello della lotta alle emissioni. «Non è un caso - interviene Paolo Ghinolfi, vicepresidente con delega all’ambiente - se proprio quest’anno l’associazione ha voluto darsi una nuova mission: una dichiarazione d’intenti nella quale si fa esplicito riferimento alla necessità di promuove soluzioni di mobilità sostenibile». E in sintonia con questo impegno, cresce nelle flotte delle società di noleggio la presenza di auto «ecologiche» Euro 5 ready, ibride o bi-fuel, che sono oggi circa 8mila (+100% sul 2007).
Ai piani alti di Aniasa, comunque, la soddisfazione per l’ennesima annata ok non fa dimenticare le tante questioni «calde», sulle quali è urgente aprire un tavolo con le istituzioni. Dalla semplificazione amministrativa delle scritture necessarie per chiudere un contratto di noleggio alla richiesta di normative che tengano nel giusto conto le specificità delle vetture in locazione rispetto a quelle di proprietà. Per finire con una liberalizzazione che renda finalmente possibile il noleggio anche per gli autobus e i mezzi superiori ai 60 quintali. «Una simile riforma sarebbe d’importanza strategica per il settore, ma non solo - conferma l’altro vicepresidente Vittorio Campanale -: basti pensare al giovamento che trarrebbero gli enti locali, e quindi i cittadini, dalla possibilità di rinnovare il parco dei mezzi pubblici senza gli onerosi investimenti necessari per l’acquisto».