«Grazie America ma il futuro nel cosmo è dell’Europa»

«La Nasa ormai è nel nostro immaginario: basta nominarla e ci vengono in mente le immagini dell'allunaggio, il simbolo dell’esplorazione umana dello spazio». Parola del colonnello dell’aeronautica Roberto Vittori, astronauta italiano addestrato al Johnson Space Center di Huston e nella Star city russa.
La Luna, insomma, resta la conquista principale.
«Oggi però il programma più importante, è la Iss, la Stazione spaziale internazionale, che ho visitato due volte, creata dalla Nasa insieme con Russia, Europa, Giappone e Canada. Si tratta di un ponte verso il futuro della ricerca».
C’è ancora competizione nello spazio?
«Tutto nasce da una continua rincorsa tra americani e russi. Oggi invece lo spazio è diventato un elemento unificatore. La Iss è il più grande successo di cooperazione internazionale mai realizzato»
Che ruolo ha l'Europa?
«È un baricentro tra Russia e Nato: ha la possibilità di prendere il meglio delle due esperienze. L’Esa, l’Agenzia spaziale europea potrà avere un ruolo importante nel definire il programma futuro della Iss».
E l'Italia?
«Contribuisce per il 20% alle attività dell’Iss ed è il terzo Paese finanziatore dell’Esa»
Da dove nasce la sua passione per lo spazio?
«Da bambino ero appassionato del telefilm Spazio 1999 e di 2001 Odissea nello spazio».
Un sogno per il futuro?
«Vedere il giorno in cui saremo capaci di trovare nello spazio le risposte ai problemi del nostro mondo, per esempio a quello energetico: in futuro diventerà il nostro ambiente di lavoro abituale».