Grazie Ennio! Orgogliosi di essere italiani

«Grazie Ennio!». Non poteva che chiamarsi così il concerto che Milano, attraverso la sua «Civica Jazz Band», le dedica, a nome di tutti i milanesi e non solo. Grandi musicisti l’attendono. Ma anche tanti giovani, che suoneranno assieme per celebrare quelle «80 primavere» che hanno già fatto sognare tre generazioni in tutto il mondo e continuano ad accompagnare le nostre fantasie più positive. Mi ricordo quando, a metà degli anni Sessanta, scolaro alle prese con l’alfabeto, papà e i fratelli maggiori mi portarono a vedere (e sentire) «Per un pugno di dollari» di Sergio Leone, in un cinema della mia Legnano. Alla fine non riuscirono a trascinarmi via dalla poltrona e, contenti quanto me, restarono incollati alla ribaltina per concedersi il bis. Da allora lei è diventato per tutti noi uno di quei pochi punti di riferimento che rendono la vita migliore; che aiutano a riprendersi un sorriso (magari camuffato da ghigno alla Clint Eastwood), nonostante tutto; che rendono intimamente e finalmente orgogliosi di andare all’estero con in mano (e nel cuore) un passaporto italiano. Solita retorica strappalacrime da compleanno? Non direi. In quelle scene, in quelle musiche, non c’è posto per le lacrime. Per le emozioni si. Forti, Improvvise. Attese. Ripetute. Sempre diverse. Senza stancarsi mai. Che bello che grazie a lei la noia non esiste più. Siamo contenti che Milano onori un «romano» con una serata così, in un «tempio» dell’arte come lo «Strehler» e all’insegna di un’impronta jazz che sarà uno stimolo ancora più forte per esserci. Speriamo davvero che lei si possa sentire come a casa sua, vicino al suo pianoforte, ai suoi ricordi, ai suoi progetti. Come noi, con lei, ci sentiamo nella nostra.