Grazie al figlio, anche Ségolène finisce nella Rete

«SégoSphère: così si chiama il contenitore di tutte le attività di propaganda sul web di Ségolène Royal nato pochi mesi fa per un rinnovamento della vita democratica con internet», racconta Maxime Ruszniewski, uno degli animatori della Segosfera. Rivolto ai giovani, ha già 2500 iscritti, conta 4000 connessioni al giorno ed è un'idea del figlio della candidata alla presidenza francese Thomas Hollande. Comprende blog, siti locali affiliati, simulazioni virtuali tipo «Se fossi presidente» e invita i ragazzi a gare di slam, una specie di rap delle periferie. Ma l'idea vincente di alcuni giovani militanti socialisti di SégoSphère è stata presentarsi su Second Life, per offrire alla campagna elettorale di Madame Royal una seconda vita virtuale, come già avevano fatto i giovani navigatori della Mosella per Le Pen.
Una diecina di giorni fa si è così insediato, in un grattacielo ecologico, il 748° comitato «Désirs d'avenir»: una sala conferenze con grande schermo, le massime di Ségolène affisse un po' dappertutto e un negozio dove vengono distribuiti magliette e spille. E naturalmente, tre grandi divani, dove sono attesi, per interminabili dibattiti politici, gli abitanti del mondo di Second Life. Abbiamo chiesto all'avatar responsabile del comitato virtuale, Tomy March, membro di un gruppo di militanti socialisti e da tempo esperto navigatore di Second Life, come è nata l'idea: «Una sera, tra amici, tutti militanti e tutti già abitanti di questo mondo digitale 3D, ci siamo detti che con un comitato virtuale avremmo fatto bingo. Così abbiamo costruito la planimetria dei locali, che rispetta le norme di qualità ambientale del liceo Kyoto che Ségolène ha fatto costruire nella sua regione». Tomy non è solo nell'impresa: ogni giorno si collegano insieme a lui un gruppo di avatar, uomini e donne, per «creare dibattito»: «Accogliamo i visitatori e illustriamo loro le idee e il progetto di Ségolène - spiega Tomy - Proprio come fanno gli altri comitati sparsi per tutta la Francia». La prima sera, tra i partecipanti digitali on line è iniziata una discussione durata novanta minuti: «Non ce lo aspettavamo - dice Tomy - Ma a una settimana dalla “discesa in campo virtuale” abbiamo avuto già 10mila visitatori».