«Grazie al Giornale che critica Odifreddi»

Carissimo direttore, ed eccoci alla conclusione di queste due settimane di Festival della Scienza davvero intense.
Siete partiti bene, poi crollati, poi una grande ripresa. Andamento a parabola, insomma, che ha dimostrato un'attenzione viva verso il parere di noi lettori e solo per questo fatto meritereste una medaglia d'oro. Ogni tanto scrivo anche ad altre redazioni ma le posso assicurare che nessuno è cosi attento come la vostra. Grazie di cuore a nome di tanti lettori.
Per scendere nei particolari del Festival, trovo che il Giornale abbia saputo affontarlo con un taglio diverso dagli altri quotidiani, in maniera, cioè, originale e spesso non solo pubblicitaria. Voglio dire: è bello vedere elogiato un evento come quello del genova ma è giusto anche segnalarne i punti critici perché si possa migliorare. Voi lo avete fatto in maniera molto buona. Personalmente non ho seguito le conferenze di Odifreddi, ma il modo in cui ne avete parlato è stato esemplare. Una critica sapiente la definirei. Ottimi e briosi i suoi editoriali, ottimi e precisi gli articoli del signor Macco (uno stile coinvolgente come il suo! Bravi!), belli anche gli interventi pubblicati. Un po' criptico l'articolo di Peppino Orlando (nonostante la precisazione uscita quest'oggi) ma meritate un encomio generale per come avete affrontato l'argomento. La Scienza merita spazio e spero che ne trovi sempre più - col giusto equilibrio, s'intende - sulle pagine genovesi.
Buone anche le segnalazioni sugli altri eventi del Festival.
Sono mancate nella prima settimana ma nella seconda hanno colto aspetti meno pubblicizzati dagli altri quotidiani. Forse per il futuro consiglieri, se possibile, di dare più rilevanza anche ai singoli personaggi, un po' come per Odifreddi ma anche per quel che concerne figure positive e autorevoli che siano un vanto per i genovesi che le ospitano!
L'articolo conclusivo di Macco di quest'oggi, per quanto un po' stringato - altre volte ha saputo essere più esaustivo - ha dato un bel quadro su quello che è stato il Festival, i punti di forza e quelli da migliorare. Speriamo che lo leggano anche gli addetti ai lavori.
Concludo con l'augurale di non abbassare mai il livello, né l'attenzione, ma di tenere sempre viva in tutti i lettori una panoramica a 365 gradi, che vada dalla politica agli spettacoli, dalla scienza al calcio, dalla cronaca spicciola ai grandi eventi.
Cari saluti
a nome anche di
Riccardo Ferro
Andrea Bartolini
Chiara Manneschi
Maria Pia Dagnino
Fabrizio Torre
Ines Tavernier
e altri colleghi e familiari che leggono «il Giornale» e hanno seguito questi giorni di Festival