Grazie a un guard rail Massa promosso prima guida Ferrari

A Montecarlo Raikkonen va a sbattere alle Piscine: parte come sedicesimo. Massa in seconda fila alle spalle di Alonso ed Hamilton

Montecarlo - «Habemus primam guidam». Non l’ha deciso il presidente tifoso Luca di Montezemolo, non l’ha stabilito il direttore generale della Rossa, monsieur Jean Todt, non è stato neppure Felipe Massa a imporsi puntando i piedi. Ci ha pensato un mesto, grigio, assolutamente anonimo guardrail di Montecarlo, quando nel pieno della seconda sessione di qualifica, Kimi Raikkonen è andato un filo largo e patapum. «Un piccolo errore», così il finnico definirà il pasticcio combinato in uscita dalla chicane delle Piscine, fatto sta, addio sospensione anteriore destra e, per la verità, addio anche sogni di vittoria, di mondiale in discesa, di gerarchie ancora da stabilire all’interno del team. Parla la classifica (22 punti contro i 27 di Massa), parla, soprattutto, la rovente griglia di partenza monegasca.
Quando oggi Alonso scatterà dalla pole con accanto Hamilton, quando Felipe Massa cercherà di non perdere terreno dalle due McLaren-Mercedes accelerando dalla terza posizione, ecco, in quell’esatto momento il povero Kimi Raikkonen sarà laggiù in fondo, sedicesimo tempo, lontano una vita e tutto preso a combattere con i colleghi di centro classifica e con la iella che lo perseguita. Dirà: «Sono andato un po’ fuori dalla linea ideale alle Piscine, forse un piccolo errore in frenata, fatto sta ho urtato ma credevo di non aver riportato danni, ma alla Rascasse non avevo più sterzo e mi sono bloccato». Fra l’altro, proprio in quella curva, lo scorso anno, assistemmo alla scenetta di Schumi fermo a ostruire la pista: dunque quasi un déjà vu. Solo che nel 2006 la Rossa era intatta e Michael venne penalizzato con l’accusa - mai provata - di aver tentato di frenare il giro pole di Alonso; stavolta, invece, il danno c’era per davvero. «Per fortuna sono riuscito a rientrare al box, ma lì abbiamo capito che non c’era niente da fare. È un peccato, credo proprio che avrei potuto lottare per la pole: ora devo solo sperare che durante la gara piova». Non lo dice ma il concetto è semplice: pioggia uguale incidenti uguale safety car in pista uguale vantaggio annullato per chi è in testa. Si vedrà.
Intanto il mondiale e il ruolo di Raikkonen all’interno del team sembrano delinearsi: «Corro da tanti anni, in passato avete visto quante volte certi vantaggi a inizio stagione vengono poi rosicchiati... Certo, le cose ora sono meno facili. Se mi preoccupa che Massa diventi il numero uno? Per nulla, devo solo pensare a fare la mia gara, a cercare di prendere più punti possibili. Comunque è un peccato: la pole era alla mia portata. Non credo che le McLaren avessero un passo migliore del nostro».
La pensa diversamente Felipe che ammette: «Il mio terzo tempo è un buon risultato... sarebbe sbagliato dire il contrario. Nel giro ho dato il massimo. Le McLaren hanno dimostrato di andare davvero molto bene qui, sono veloci ovunque. Adesso mi auguro solo di fare una bella partenza, di conquistare più punti possibili e, magari, finire a podio... Vincere? Chissà, noi non molliamo mai. Vediamo che cosa accadrà a livello di strategie: magari la loro è diversa (sott’inteso, hanno meno benzina, ndr)». Quindi l’incidente di Raikkonen: mentre Kimi era fermo alla Rascasse, è infatti sopraggiunto Felipe che ha inchiodato per non andare contro l’altra Ferrari. «Ho avuto paura, perché avevo visto le bandiere gialle ma non mi aspettavo di trovare l’altra Rossa lì in mezzo. Ho temuto di andargli contro... Se con lui così indietro sento più pressione sulle mie spalle? Macché, io corro sempre da solo».
Se il brasiliano è un filo corrucciato, sorride, e per la prima volta da inizio stagione, Fisichella con la Renault, quarto: «Sono molto soddisfatto, ho guidato bene e l’evoluzione della Renault (una nuova ala, ndr) funziona... E ora la Ferrari non mi sembra più così irraggiungibile». Questo è l’obiettivo.