«Grazie a me milanesi più ricchi»

«Per ora non ho altri obiettivi che portare a termine dignitosamente il mio mandato. Finire le opere pubbliche che ho cominciato, perché le piramidi sopravvivono ai faraoni». Parola di Gabriele Albertini, sull’elicottero dell’Avionord in volo sopra una Milano così cambiata nei quasi nove anni del suo mandato ormai arrivato a scadenza. Le piramidi sono lì sotto. La nuova Scala, Santa Giulia, la futura Città della moda, la vecchia e la nuova Fiera di Rho-Pero, lo spiazzo per le fondamenta della Biblioteca europea, la Darsena e i primi lavori per il parcheggio sott’acqua («si farà insieme all’isola pedonale»), i depuratori, Ansaldo e la Città delle culture, l’area ex Om, i parchi delle Cave e Forlanini. «Qualcuno dice che Milano è molto cara - dice Albertini -. E forse lo è. Ma l’85 per cento dei milanesi sono proprietari di casa. Un’ampia maggioranza che, senza sforzo, negli ultimi 10 anni si è vista triplicare il valore del patrimonio grazie alle grandi opere realizzate. Certo, quello che non vale non costa e investire sul territorio significa renderlo attrattivo». E poi il sindaco racconta del verde più che raddoppiato, dei tre depuratori e dei due termovalorizzatori. «Pur non avendo nessun verde in giunta».