Grazie da parte di malati e volontari Il vostro aiuto abbatte anche i tabù

A un mese dalla prima celebrazione della Giornata nazionale del malato oncologico, è naturale tracciare un bilancio. Mi piace farlo dialogando con lei, caro direttore, che più di tutti ha riservato interesse e dedicato attenzione alla causa del volontariato oncologico e, in occasione della giornata, ha dato voce per la prima volta ai malati, raccontandone sofferenze, coraggio, speranze. È incredibile: solo il Giornale ha avuto la sensibilità di interrogare persone che fanno parte di una schiera costituita da «sorelle e fratelli» nella malattia, costituita da ben un milione e mezzo di individui.
Assieme a lei e alla sua redazione, vorrei esprimere gratitudine anche a Milano, capitale dell'oncologia italiana (che non sfigura affatto con quella degli altri Paesi europei, anzi...), città che attraverso il suo sindaco, la signora Letizia Moratti, ci ha fatto sentire, volontari e malati, cittadini meneghini. Del resto, la Federazione delle associazioni di volontariato (Favo) collabora da tempo, e proficuamente, con l'Istituto nazionale per la ricerca e la cura dei tumori, con l'Istituto nazionale neurologico Carlo Besta, con l'ospedale San Raffaele e l'Università «Vita-Salute» di Don Luigi Verzè.
In occasione della Giornata, il Giornale, le reti Mediaset, le radio private sono stati gli informatori più assidui ed efficaci, e questo ha portato a un risultato molto al di sopra delle previsioni nella raccolta di fondi tramite l'«SMS solidale» messo a disposizione dalle quattro compagnie di telefonia mobile. Spendendo un euro ciascuno, gli italiani hanno assicurato a Favo un fondo di ben 265mila euro finalizzato alla formazione e all'impiego nei centri di cura di psico-oncologi, figure indispensabili tanto quanto è indispensabile offrire il sostegno psicologico nel percorso di cura, riabilitazione e reinserimento sociale del malato. Presso l'Università Vita-Salute, infatti, verranno formati gli psico-oncologi vincitori di 16 borse di studio, i quali, al termine del percorso, verranno inseriti nelle strutture oncologiche.
Il successo dell'SMS solidale mostra che il messaggio è passato: i malati e gli ex malati sono al centro della sfida al cancro nel momento in cui la ricerca clinica e farmacologica ci dicono che di cancro si può guarire oppure si può convivere sufficientemente a lungo per ri-progettare la propria vita.
Dati analoghi in tutto il mondo occidentale, parlano di un fenomeno sociale dirompente: l'aumento esponenziale di uomini e donne con un passato oncologico alle spalle. I volontari in oncologia sono stati i primi a battersi affinché la classe medica e quella politica prendessero coscienza delle conseguenze del mutamento avvenuto: sempre di più dovremo occuparci dei sopravvissuti al cancro perché un gran numero di guariti deve sopportare conseguenze invalidanti e perché la maggior parte dei non guariti entrano in uno stato di cronicità che può protrarsi molto a lungo. Il lavoro duro e quotidiano continuerà e continuerà il dialogo con le istituzioni.
A questo proposito voglio ricordare che il precedente governo ha contribuito a far emergere l'importanza del volontariato e che, finanziando la campagna d'informazione «Con il malato contro il tumore», ha consentito a un nutrito gruppo di associazioni di avviare dei progetti. Pur diversi tra loro, essi sono accomunati da un obbiettivo strategico: intervenire lì dove istituzioni, scienza medica, ricerca, sperimentazione non possono da sole arrivare. I risultati di questi progetti, alcuni conclusi altri in corso, costituiscono un corpus teorico e pratico sufficientemente consolidato per pretendere dall'attuale governo fatti concreti.
Caro direttore, il cancro non ha confini geografici e politici. Noi tutti, malati e volontari, abbiamo fiducia che all'affermazione del neo ministro Livia Turco di condividere i valori e le iniziative del volontariato - molto apprezzata dai tanti malati presenti nel corso della Giornata nazionale del malato oncologico - faccia seguito un impegno reale, magari di tutto il nuovo governo. Intanto una svolta reale va segnalata. Don Verzè, in occasione dell'annuale «festa del ringraziamento» del complesso ospedale-fondazione-università, tenuta a metà giugno, ha lanciato la «sfida del San Raffaele nell'oncologia» di cui fa parte integrante il Forum permanente delle associazioni di volontariato. Sarà un luogo di libertà e concretezza in cui per la prima volta volontari e malati discuteranno con i professori di medicina, psicologia, sociologia, filosofia e scienze della comunicazione per dare vita ai progetti di umanizzazione della cura. È stato un bell’epilogo di una ben riuscita «prima volta».