Grazie a Vodafone Station voce e Internet a casa

La penetrazione della banda larga in Europa è buona, ma c’è ancora molto da lavorare. In sostanza è questo il quadro che emerge dal tredicesimo «Report on the Implementation of the telecommunications regulatory package» a cura della Commissione europea sul settore delle telecomunicazioni.
Il commissario Ue, Vivian Reding, ha sottolineato più volte «che nel Vecchio continente il mercato è molto competitivo specialmente nella telefonia, ma sulla banda larga la penetrazione nei vari Paesi è disomogenea».
Infatti, se in Danimarca, Finlandia, Svezia e Olanda il tasso è più elevato di quello di Usa e Giappone - con punte superiori al 30% della popolazione come pure in Gran Bretagna, Belgio, Lussemburgo e Francia - in Polonia e in Bulgaria non si arriva al 10 per cento. L’Italia si piazza in quindicesima posizione con un tasso di penetrazione pari a 17,1%, tre punti sotto la media europea, che fa segnare il 20 per cento. Lo studio mette comunque in guardia dai facili entusiasmi, sottolineando, per esempio, la differenza tra la copertura nelle zone urbane e in quelle rurali: «Esistono differenze significative nella disponibilità di banda larga tra zone urbane e zone rurali. La copertura nelle zone rurali, per esempio, è del 71,3% contro l’89,3% a livello nazionale (e il 94% nelle sole zone urbane).
Per il cavo la differenza è ancora più marcata con una copertura delle zone rurali di appena il 7,4%, rispetto al 35,6% a livello nazionale. Il divario tra le zone rurali e la media nazionale nella copertura con Adsl e cavo è particolarmente significativo in Slovacchia, Italia, Lettonia e Germania».
Uno dei problemi sono gli operatori ex-monopolisti che hanno tutt’ora quote di mercato che superano (nella media europea) il 50%, con percentuali che in alcuni Paesi toccano l’80 o il 90 per cento. Un nodo fondamentale per la diffusione capillare della banda larga in Europa viene dunque individuata, dal commissario europeo, nella liberalizzazione, in particolare nella separazione tra proprietà delle reti e fornitura di servizi. Intanto in Italia arrivano importanti novità dal mercato. In questa ottica di maggior diffusione della banda larga e di incremento della competitività nel mondo della telefonia fissa rientra l’offerta voce e Internet di Vodafone con la sua nuova Station. «La nostra società - ha spiegato l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo - con questa ultima proposta completa il percorso strategico iniziato con Vodafone Casa e Vodafone Rete Unica e proseguito con l’acquisizione di Tele2. Per la banda larga abbiamo investito in un anno circa un miliardo di euro in Italia per potenziare servizi e competenze. Inoltre, stiamo realizzando una vera infrastruttura integrata di nuova generazione e una divisione dedicata ai nuovi servizi, con l’inserimento di oltre trecento persone. Oggi con Vodafone Station - aggiunge il top manager - offriamo, primi in Europa, la banda larga a casa e in ufficio in modo nuovo, semplice e immediato, con il servizio e la qualità che ci appartengono. Con questa iniziativa ampliamo nuovamente i confini del mercato delle telecomunicazioni, alimentando la concorrenza anche nella telefonia fissa, confidando in una rigorosa applicazione ed evoluzione delle regole a beneficio del mercato e a tutela degli investimenti fatti». Vodafone è, dunque, il primo operatore al mondo a sviluppare e lanciare sul mercato una soluzione che integra voce e banda larga fissa e mobile in un solo dispositivo, progettato e sviluppato interamente in Italia.