Greci rassegnati ai seggi: "Non cambierà nulla"

Ad Atene gli elettori divisi nelle intenzioni di voto, ma, dall'estrema destra all'estrema sinistra, hanno tutti la stessa incertezza per il futuro

Atene - Gli ateniesi potranno anche essere divisi nelle intenzioni di voto, ma per quel che riguarda il loro futuro non sembrano avere opinioni diverse gli uni dagli altri.

A metà mattinata, al seggio numero 676 in piazza Agios Panteleimon, nel quartiere popolare ateniese di Kato Patissia, dove la disoccupazione sfiora il 60%, i neonazisti di Alba Dorata hanno superato il 36%, ci dice una persona che si appresta a votare a questo seggio.

Nelle scorse elezioni, in quest'area, Eva e suo marito, a casa malato e con problemi di mobilità, hanno un reddito complessivo di 480 euro al mese: "Cosa vuoi che cambi? Niente. Io rivoto per Syriza perché così magari non tagliano ancora i servizi degli ospedali, con mio marito malato la situazione è già difficilissima. Dell'economia e delle banche mi interessa poco o niente. Il limite ai prelievi è di 420 euro alla settimana, con quello che guadagniamo noi, che differenza fa? Considera che poi devo anche pagare 150 euro al mese di affitto".

Nikolaos ha una sessantina d'anni e voterà Nea Dimokratia. "Io detesto Syriza. A me interessa che la Grecia abbia stabilità. La sinistra non ha governato, ha perso tempo tra referendum e nuove elezioni. Non vedo grandi cambiamenti all'orizzonte. La gente deve rimettersi a lavorare, prima di tutto".

Poco dopo incontriamo Theodoros, sulla cinquantina, che spiega il suo voto a Potami, partito socialdemocratico, con una calcolo preciso. "I sondaggi dicono che Tsipras vincerà comunque. E allora, perchè sprecare il voto con Nea Dimokratia? Se Potami o Pasok prendono più voti, almeno i neonazisti non saranno la terza forza. Almeno ci evitiamo di avere un partito del genere con tutti quei deputati in parlamento".