Grecia, le banche tedesche dicono «sì» al salvataggio

Con l’approvazione definitiva, ieri pomeriggio, del piano di austerità da parte del Parlamento ellenico, il dossier Grecia torna ora nelle mani dell’Eurogruppo. Domenica prossima, i ministri finanziari di Eurolandia daranno il via libera allo sblocco della quinta tranche da 12 miliardi e cominceranno a gettare le basi per la nuova ondata di aiuti finanziari, che potrebbero ammontare a 110 miliardi. Sul cosiddetto piano francese per la partecipazione dei creditori privati al secondo salvataggio di Atene non dovrebbe esserci comunque «alcun pronunciamento», ha precisato il ministro delle Finanze belga Didier Reynders. «Dobbiamo avere qualche principio sulla partecipazione del settore privato, qualche linea guida», ha spiegato, aggiungendo che la decisione formale su questo punto arriverà più probabilmente alla riunione seguente dell’euro zona, l’11 luglio prossimo. Occorre più tempo anche per rendere l’intervento omogeneo, con le stesse regole valide per tutti e non solo per le banche che decideranno di rinnovare il 70% dei sirtaki-bond che giungeranno a scadenza.
La macchina è comunque ormai in moto, e i mercati se ne rendono conto. Le Borse hanno salutato anche ieri con robusti rialzi (+1,62% Milano, con l’indice Ftse-Mib tornato sopra i 20mila punti) lo scampato pericolo della bancarotta greca, mentre lo spread Btp-bund è tornato sotto i 190 punti base. Ora l’attenzione si sposta al fine settimana, quando la Germania si presenterà al vertice Eurogruppo forte dell’accordo raggiunto con gli istituti di credito. Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha previsto che le banche del Paese contribuiranno al pacchetto di aiuti alla Grecia per 3,2 miliardi di euro. Lunedì scorso il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva detto che le banche transalpine sono pronte ad aiutare la Grecia accettando un consistente rollover sulle obbligazioni in loro possesso. Le banche tedesche (con 16 miliardi) e quelle francesi (con 15 miliardi) sono tra i più grandi detentori di debito sovrano greco.
Sullo sfondo, resta da decifrare la posizione della Bce, che come ha detto ieri Jean-Claude Trichet «non ha ancora una posizione» sulla proposta di Parigi. «Seguiamo da vicino la discussione fra i governi e le varie istituzioni del settore privato - ha aggiunto - e il nostro orientamento è che l’intervento dei privati deve essere volontario per evitare eventi creditizi (cioè un default tecnico, ndr) e insolvenze». Il numero uno dell’Eurotower si è però detto «sorpreso» della visione «ristretta» del coinvolgimento del settore privato nel dibattito sulla gestione del debito greco. «Non dobbiamo dimenticare che il capitale privato è anche coinvolto nelle privatizzazioni, che abbiamo incoraggiato in particolare nel caso della Grecia». Questa «è una strada efficace per mobilitare il capitale privato che ha conseguenze positive non solo sul finanziamento del Paese, ma anche in termini di effetti strutturali su crescita e occupazione».
In Grecia, il premier George Papandreou può nel frattempo godersi la vittoria ottenuta ieri con l’approvazione definitiva del piano di austerity da 78 miliardi, anche se - ha detto - «abbiamo ancora molte battaglie difficili e cruciali di fronte a noi». Dopo gli scontri di mercoledì, ad Atene si è lievemente allentata la tensione delle piazze. I trasporti sono tornati verso la normalità, ma rimangono bloccate le imbarcazioni nel porto del Pireo per via di un’agitazione indetta dai portuali. Amnesty International ha inoltre denunciato l’uso eccessivo della forza da parte della polizia.