La Grecia chiede aiuto alla Ue: «Fateci pagare tassi più bassi»

La Grecia non chiede all’Unione europea un piano di salvataggio finanziario per ridurre il debito (attualmente pari al suo prodotto interno lordo) che l’ha portata sull’orlo della bancarotta, ma solo il sostegno politico necessario a farle ottenere prestiti con gli stessi tassi d’interesse di altre nazioni. Lo ha dichiarato il premier, George Papandreou, in una intervista alla Bbc in cui ha indirettamente risposto alle indiscrezioni di stampa secondo cui i Paesi di Eurolandia starebbero pensando di mettere a disposizione della Grecia fino a 25 miliardi di euro per aiutarla a uscire dalla crisi, sottolineando come nel piano di recupero triennale messo a punto ad Atene si preveda la riduzione del deficit dal 12,7% al 2,8% del Pil.
«Dateci il tempo, dateci il sostegno. E non sto parlando di sostegno finanziario, ma politico, per dimostrarvi che ciò che stiamo dicendo sarà attuato e che di nuovo saremo credibili», ha affermato Papandreou. «In questo momento, non abbiamo bisogno di un prestito. Le nostre necessità sono coperte fino a metà marzo. Ciò che diciamo è semplicemente che abbiamo bisogno di aiuto in modo da poter beneficiare di prestiti agli stessi tassi applicati ad altri Paesi, non ai tassi elevati che mettono a rischio la possibilità di effettuare cambiamenti», ha aggiunto. I greci, sottolinea Papandreou che non esclude un ricorso ai fondi sovrani per esempio russi o cinesi per la copertura del debito, mostreranno «un vero spirito unitario. Quello che sto vedendo adesso l’ho visto soltanto in occasione delle Olimpiadi» dei Atene del 2004.
E la maggioranza dei Greci mantiene un giudizio positivo sull’azione del governo Papandreou, secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano socialista Ethnos. Il 75,8% è inoltre contrario a proteste di massa contro il piano di austerità, a pochi giorni da uno sciopero generale contro le misure del governo. Secondo il sondaggio inoltre un gran numero di intervistati attribuisce all’ex governo di Costas Karamanlis «responsabilità» nel peggioramento della situazione economica greca.