Grecia, un morto negli scontri Sì della «troika» alla sesta tranche

Nel giorno in cui la troika Ue-Bce-Fmi promuove la Grecia, aprendo di fatto la strada alla concessione dell’ultima tranche di aiuti da 8 miliardi di euro, e il Parlamento ellenico approva le misure di austerity, ieri Atene ha contato la prima vittima degli scontri che da mercoledì stanno opponendo le frange più violente della protesta alle forze dell’ordine. Dopo essere stato colpito da una pietra, un muratore di 53 anni è morto per infarto in ospedale, dove era arrivato in fin di vita. Gli scontri, che hanno provocato numerosi feriti, sono scoppiati quando il servizio d’ordine della manifestazione del fronte sindacale comunista Pame ha cercato di allontanare gruppi di giovani incappucciati.
Bilancio dunque tragico nella seconda giornata di scioperi con cui il Paese sta protestando contro i nuovi provvedimenti tesi a risanare i conti pubblici. Le misure prevedono una riduzione del numero degli impiegati pubblici e un taglio al loro stipendio, aumenti delle imposte e il congelamento di convenzioni collettive. Ciò comporterà un abbassamento generalizzato dei salari anche nel settore privato. Una situazione drammatica che, secondo la troika, impone che la sesta tranche di aiuti sia sborsata «al più presto possibile». Nel loro rapporto, i funzionari della Bce, della Ue e del Fondo monetario internazionale, descrivono come positivi i progressi realizzati dalla Grecia nel cammino di risanamento dei conti pubblici e parlano di «una situazione sotto controllo».
La troika chiede, tuttavia, «ulteriori sforzi» e prende atto «dell’aggravamento della recessione». Il primo ministro greco, Georges Papandreou, ha espresso la sua soddisfazione per l’approvazione del pacchetto anti-cri e ha quindi annunciato l’espulsione dal partito del deputato socialista, ed ex ministro del Lavoro, Louka Katseli, che si è dissociato sull’articolo che congelava le convezioni collettive per settore.