Grecia, la polizia uccide un quindicenne scoppia la guerriglia, caos e scontri a Atene

Nella capitale, a Salonicco, Ioannina, Komotini e altre cittàviolente proteste. Ad Atene, lanciate bombe incendiarie contro una banca e ci sono nuovi incidenti
con la polizia. Il poliziotto che ha sparato accusato di omicidio volontario, un altro accusato di complicità 

Atene - La morte, ieri sera ad Atene, di un ragazzo di 15 anni colpito da un poliziotto, ha scatenato in diverse città della Grecia un'ondata di proteste e disordini durante la quale centinaia di giovani radicali hanno danneggiato decine di esercizi commerciali. L'agente che ha sparato al ragazzo e un suo collega sono stati arrestati e accusati di omicidio volontario e complicità in omicidio, ma questo non è stato sufficiente per bloccare le violenze, che dopo aver colpito Salonicco, Patrasso, Ioannina e Hania continuano in queste ore nella capitale greca.

Il grave incidente, per il quale il premier Costas Karamanlis ha assicurato che si puniranno senza pietà i responsabili, è avvenuto ieri sera dopo che la polizia era stata chiamata nel quartiere di Exarchia, roccaforte del movimento anarchico da dove quasi quotidianamente partono azioni violente e incendiarie contro uffici commerciali, ambasciate e polizia. Giunta sul posto la pattuglia è stata attaccata da alcune decine di giovani armati di bastone e bombe molotov. I due agenti hanno reagito e uno di essi ha rincorso i giovani e, secondo la sua testimonianza, ha sparato due colpi in aria e uno a terra che sarebbe rimbalzato colpendo al torace la vittima. Il procuratore però, prima che si avessero i risultati dell'autopsia e dell'esame balistico, e sulla base di alcune testimonianze, secondo cui l'agente avrebbe sparato direttamente contro il giovane, lo ha accusato di omicidio volontario e il suo collega di complicità.

L'uccisione è stata seguita da nuovi disordini ad Atene, dove sono stati bruciati in 24 ore decine di negozi, banche e automobili, e sono continuati sino alle prime ore di stamane. Violenze egualmente a Salonicco, Patrasso, Ioannina e Hania. Attaccato un commissariato a Creta. Alcuni membri delle forze dell'ordine sono rimasti feriti, apparentemente nessuno in modo grave. Nel primo pomeriggio di oggi una manifestazione convocata dall'estrema sinistra nella capitale per protestare contro la morte del giovane è degenerata in nuovi incidenti, a causa della presenza di centinaia di radicali che hanno attaccato uffici commerciali e banche dando fuoco ad auto e bidoni dell'immondizia e scontrandosi di nuovo con la polizia che ha fatto uso di gas lacrimogeni e manganelli. Violenze ancora una volta anche a Salonicco, in occasione di una manifestazione, e a Patrasso. Diverse persone sono state fermate. Il ministro dell'interno Prokopis Pavloupoulos dopo gli incidenti di ieri aveva presentato le dimissioni, respinte però dal premier che in un messaggio ai familiari della vittima assicura che lo stato darà prova della massima severità nei confronti dei responsabili "affinché ciò che è accaduto non si ripeta". I disordini, i più gravi registrati da anni in Grecia, e che hanno provocato una reazione di solidarietà negli atenei della capitale, avvengono a pochi giorni da una manifestazione studentesca degenerata in violenze, sia pure meno gravi, al centro di Atene dove l'intervento della polizia era stato accusato di brutalità da parte dei giovani. Gli incidenti anticipano di 72 ore lo sciopero generale del 10 dicembre contro la crisi economica e il deterioramento delle condizioni di vita, la cui responsabilità molti imputano al governo, piagato anche da scandali e da un'opposizione interna che hanno ridotto a un solo seggio la sua maggioranza. Mentre si parla di elezioni anticipate e i sondaggi pronosticano una sempre più severa sconfitta del partito del premier.