Grecia, la situazione peggiora e il governo taglia 30mila statali

La Grecia le prova tutte per affrontare la profonda crisi
economica che l'ha colpita. Nei giorni scorsi in soccorso del governo è
arrivata una delegazione inviata da Bce, Ue e Fmi che ha chiesto un taglio di 30mila dipendenti statali. Ma secondo le nuove stime di bilancio Atene mancherà gli obiettivi richiesti sia nel 2011 sia nel 2012

Atene - La Grecia le prova tutte per affrontare la profonda crisi economica che l'ha colpita. Nei giorni scorsi in soccorso del governo è arrivata la cosiddetta Troika, una delegazione inviata da Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale.

La soluzione studiata dal vertice è quella di tagliare 30.000 lavoratori statali. L'accordo dovrà essere ora apporvato dal Consiglio dei Ministri. Il taglio però è stato imposto dai creditori internazionali di Atene per sbloccare la nuova tranche di aiuti da 8 miliardi di euro. A essere licenziati dovrebbero essere i dipendenti pubblici vicino all'età della pensione, che saranno messi in riserva, con paga ridotta.

La proposta in ogni caso non consentirà comunque alla Grecia di raggiungere gli obiettivi di bilancio 2011 e 2012 concordati con Ue e Fmi. Sono state alzate, infatti, le stime del deficit, ora previsto a all'8,5% del Pil rispetto al 7,6% calcolato in precedenza. Cala anche il prodotto interno lordo che si dovrebbe attestare al 5,5%, ben al di sotto delle previsioni precendenti.

E nel 2012 la situazione non dovrebbe migliorare. Secondo l'accordo con la Troika parlava infatti di un deficit del 6,5% del Pil, mentre le nuove stime prevedono una recessione peggiore del previsto e innalzano il deficia al 6,8% del Pil.

Anche la crescita non riprenderà: come previsto dal Fmi si attesterà al -2%, molto meno rispetto a quanto chiesto nell'accordo sul salvataggio dello scorso luglio, nel quale si prevedeva che l’economia della Grecia sarebbe tornata a crescere nel 2012.

Domani i ministri delle Finanze dell'area euro si riuniranno per parlare della crisi finanziarie e delle diverse ipotesi, ancora molto controverse, che circolano per escogitare nuovi strumenti contro la crisi del debito sovrano. Non ci si attende però che il vertice prenda decisioni cruciali.