Il greco accoltellato a via Veneto doveva «pagare» per uno sgarro

Una vera e propria esecuzione, 14 coltellate sferrate con violenza al collo e al torace. Il cittadino greco di 31 anni ferito gravemente martedì sera da tre uomini in un ristorante di via Veneto, non lontano dall’ambasciata americana, si è salvato solo perché di corporatura molto robusta, una persona più esile - secondo gli investigatori- sarebbe morta. Dietro il ferimento forse un regolamento di conti per un torto fatto a una banda rivale che potrebbe avere interessi su giri di prostituzione, estorsioni, droga o traffico d’armi. I carabinieri hanno recuperato subito dopo l’aggressione il coltello usato dai tre: era stato gettato in un tombino vicino al locale. Il coltello, è stato spiegato, è stato preso da un tavolo del ristorante da uno dei tre aggressori che lo hanno colpito. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire che i tre, con tutta probabilità russi, sono fuggiti in auto e contano di poter risalire a loro grazie ad alcuni filmati delle telecamere che si trovano tra via Veneto e le altre vie del centro storico e anche dagli ingressi ai varchi della Ztl. Mistero anche attorno alla figura della vittima del quale i carabinieri non hanno voluto rilevare ancora l’identità per non compromettere le indagini.