Greco brinda e le Generali per ora soffrono

Adesso è un po’ più chiaro chi vince e chi perde. Bazoli e Passera sono i vincitori della prima ora e tali rimangono. Ma il gioco occorre farlo su un piano diverso: quello degli azionisti. Diciamolo subito, ieri è emerso il vero sconfitto: le Generali. Nessuna grande sorpresa invece per la batosta degli spagnoli del Santander, bruscamente fatti fuori dai torinesi. Un bel pareggio per le Fondazioni azioniste sia di Intesa, sia di Sanpaolo, che mantengono posizioni e ruolo, e in alcuni casi qualche prezioso quadro in più per le loro pinacoteche. Benissimo la Compagnia Sanpaolo che resta prima azionista e difende alla grande il progetto Eurizon. Mario Greco, numero uno del nuovo risparmio gestito, se la cava ottimamente: ballerà ancora qualche mese aspettando la quotazione della sua creatura. Ma nella peggiore delle ipotesi Eurizon si porta a casa i 120 miliardi di masse gestite da Nextra-Agricole, nella migliore tutto il boccone del risparmio dei francesi, che vale altri 360 miliardi. Chapeau. Va bene anche ad Andrea Orcel, l’uomo delle banche per Merrill Lynch, che da una parte era consulente per la quotazione di Eurizon e dall’altra advisor di Intesa per la fusione con Sanpaolo, a sua volta azionista unico di Eurizon. Due parti in commedia, ma entrambe dal lato giusto. Escono bene i francesi del Crédit Agricole: a differenza degli spagnoli disponevano di un diritto di veto nei confronti di Intesa. Lo hanno sventolato e si sono portati a casa una banca che vale in termini di sportelli più o meno come Bnl. Solo che per quest’ultima i cugini francesi di Bnp, hanno dovuto lanciare una costosissima Opa. E dunque alla fine con le pive nel sacco si trovano solo gli azionisti di Trieste. Primi soci industriali di San-Intesa, eppure non sono riusciti per ora a spuntare un bel niente per la loro Intesa Vita. La società che distribuisce i prodotti assicurativi di Alleanza-Generali negli sportelli Intesa è fuori da ogni accordo. Greco brinda. Perissinotto no.