Green Day: rabbia e poco più

Capita d’affezionarsi all’idea che esistano gruppi come i Green Day: non straordinariamente geniali, e tuttavia abbastanza eccentrici da stagliarsi nel panorama borghesotto del giovane pop. Nella fattispecie, punk di riporto ma con una qualche coscienza civile, arrabbiati e antisistema senza cadere nei luoghi comuni, partecipi di battaglie civili come il magnifico tour capitanato da Springsteen per le ultime presidenziali Usa. Solo che la trasgressione sembra riuscire meglio, e più a lungo, ai vecchi leoni che ai cuccioli, nella savana del rock. Così nel nuovo cd i Green Day appaiono come leoncini dai denti spuntati. Non che manchino enunciazioni anti, ma la subentrata banalità dello stile, del lessico e delle argomentazioni le rende, appunto, soltanto enunciazioni. La rabbia, se sopravvive, appare annacquata dal manierismo, e crolla così un'altra nostra speranza.