«Green Hill elimina le cavie imperfette»

Nel video il capannone giallo appare dietro al filo spinato. Dentro ci sono soltanto il pianto dei cuccioli e i latrati delle madri divise a forza dai figli. Sono i cani di Green Hill, l’ormai famigerato allevamento di Beagle che fornisce cavie per l’ignobile (e fuorviante) vivisezione a laboratori pubblici e privati nazionali ed europei. La proprietà dell’azienda ha sempre diffuso messaggi rassicuranti per cercare di tranquillizzare un’opinione pubblica sempre più ostile verso quest’attività rimasta praticamente unica sul suolo nazionale. Se qualcuno ci ha creduto, ora dovrà ricredersi, guardando il video che il coordinamento di «Fermare Green Hill» ha messo a disposizione sul suo sito. «Sì è meglio che li sopprimo adesso perché altrimenti vanno nell’anagrafe canina…». A parlare, intercettato e registrato durante una telefonata, sarebbe un operaio della Green Hill. I cuccioli, secondo l’associazione animalista, sarebbero soppressi perché «non adatti» per i laboratori: magari un po’ troppo grandi o piccoli per lo standard richiesto dalle ditte farmaceutiche. Una vera e propria selezione eugenetica. Questa sarebbe la prova che i cani vengono soppressi senza reali motivi sanitari. Ad aggravare il quadro sono poi le parole stesse dell’operaio che, al telefono, dice chiaramente «Li sopprimo adesso perché altrimenti vanno nell’anagrafe canina». Nessuna persona, se non un veterinario abilitato, può sopprimere un animale. Sempre nel video poi, l’operaio avanza un dubbio «a meno che non li voglia vendere a qualcuno...», adombrando l’ipotesi che un certo numero di cani prenda vie traverse. Quelli che gli attivisti chiamano «i cani fantasma», uccisi o venduti prima dell’iscrizione all’anagrafe, ma formalmente inesistenti. L’azienda di Montichiari respinge ogni accusa, ma gli attivisti rincarano la dose mostrando un documento in inglese nel quale si legge una parola terrificante, «debark» che vuol dire «tagliare le corde vocali». Questa sarebbe un’infamia insopportabile per un paese civile. Tra pochi giorni si vota una legge che riguarda anche Green Hill. Speriamo ricordino le parole di Einstein: «Nessuno scopo è così alto da meritare metodi così indegni».