Un green impegnativo per esordienti e veterani

Il ferro è ancora “caldo”; le classifiche sono appena state ufficializzate. La tensione si scioglie e i protagonisti si lasciano volentieri andare a qualche commento sulla loro gara.
«I miei complimenti vanno meritatamente all’organizzazione - esordisce Sergio Maffei, capitano del team che ha vinto il premio lordo sul green di Paradiso del Garda - e agli sponsor che ogni anno riservano sempre gradite sorprese. Abbiamo giocato su un campo difficilissimo con green pazzeschi; appena si sfiorava la palla si facevano 10 metri. Tutta la squadra ha giocato bene, distinguendosi sulle prime 9 buche. A fare la differenza non tanto l’incrocio dei risultati, quanto la solidità e l’abilità di tutti noi nel reagire senza mai abbattersi anche nei momenti di difficoltà».
Lo stesso entusiasmo e la stessa passione si ritrovano nelle dichiarazioni che “rimbalzano” dal percorso della Margherita, per voce di Paolo Frello, capitano del team primo classificato. «Nessuno di noi aveva mai giocato il Corporate pur avendone sentito parlare. Abbiamo deciso di iscriverci perché ci è piaciuta l’idea di poter ricavare una giornata da trascorrere in relax, confrontandoci anche su percorsi al di fuori delle nostre abituali frequentazioni. Solo uno di noi aveva già giocato alla Margherita, campo che abbiamo trovato in ottimo stato. Abbiamo giocato bene e ci siamo alternati in pieno spirito Corporate. Alla fine è stato l’affiatamento l’arma vincente».
Tra i vincitori della prova disputata alle Fonti, il commento di Andrea Brevetti, capitano della Simar: «Giochiamo il Torneo da 10 anni, lo scorso anno è stato il primo senza qualifica per la semifinale, la squadra è quella di sempre e a Le Fonti abbiamo giocato per il riscatto. Il green era davvero impegnativo con partenze lunghe e bandiere cattive; a complicare la vita un vento fastidioso».