Greggio e tasse affondano i petroliferi

A Londra forti vendite su Vodafone

Giornata debole per Piazza Affari che ha risentito, come gli altri mercati europei, dei rinnovati timori che alcune banche potrebbero ricorrere a nuove ricapitalizzazioni per arginare potenziali perdite. L’andamento rialzista di Wall Street, non confermato a fine giornata (- 0,39% il Dow Jones, + 0,56% il Nasdaq a un’ora dalla chiusura) è comunque valso a limitare le perdite . Il Mibtel ha ceduto l’1,02% a 25.096 punti e lo S&P/Mib lo 0,93% a 32.508 punti. Scambi per un controvalore di 3,8 miliardi di euro. Vendite generalizzate su energetici e petroliferi in scia al raffreddamento delle quotazioni del greggio a New York e timori di nuove imposte in Europa. Eni ha ceduto il 2,43%, Erg il 3,66% e Saras il 3,16%. Sottotono anche i titoli del settore servizi con Saipem (-3,48%) e Tenaris (-3,42%), fanalini di coda dell’S&P/Mib. Tra le utility hanno perso quota anche Terna (-0,72%), Snam Rete Gas (-1,1%) e A2A (-2,34%). In calo poi Enel (-0,93%), nel giorno in cui ha incassato 1,025 miliardi di euro dalla holding del magnate egiziano Sawiris per la cessione di Wind. Tiene il comparto bancario con UniCredit (-0,16%) e Intesa SanPaolo (invariata). Più pesanti il Banco Popolare (-2%) e Mediolanum (-1,9%). Controcorrente invece Bpm (+2,3%). Bene Prysmian (+ 4,96%) dopo l’accordo con la brasiliana Petrobras. Pesante Fiat (-2%), dopo i dati sulle vendite nel mese di maggio, e realizzi infine su Tiscali (-1,47%). Chiusura in rosso anche per le Borse europee. A Londra tonfo per Vodafone (-5%), seguita da Lse (-4,4%). Rally, al contrario, per British Airways (+5,6%) spinta dai ribassi del prezzo del petrolio, così come le Lufthansa (+2,9%) e Air France (+5,6%).