«Il greggio peserà meno come fonte energetica»

da Milano

La domanda di energia aumenterà ancora nei prossimi anni, passando dai 195,2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) ai 204,5 milioni del 2020. È quanto stima l'Unione petrolifera che, nelle previsioni aggiornate dal 2006 al 2020, sottolinea anche come il 2012 sarà l'anno del grande sorpasso del gas naturale sul petrolio come fonte primaria di approvvigionamento. Il peso delle varie fonti sul totale della domanda si modificherà «sensibilmente» nei prossimi decenni, scrive l'Up, «con un ridimensionamento del peso del petrolio a favore del gas naturale e delle energie rinnovabili» e con un ruolo invece costante del carbone. Nel 2012 il gas sorpasserà il petrolio: attualmente il metano copre poco meno del 37% del fabbisogno energetico, contro il 43% del petrolio; nel 2015 il gas peserà per il 39,8% e il greggio per il 37,4%.
Il calo dell'utilizzo del petrolio è dovuto anche alla flessione della domanda di carburanti. «La benzina - scrive l'Up - risulta in sistematica e incisiva contrazione»: dai 13,4 milioni di tonnellate del 2005 si dovrebbe passare nel 2020 a 8,4 milioni di tonnellate. La domanda complessiva di gasoli è prevista invece in costante crescita fino al 2010 e in marcata discesa nel periodo successivo «per l'ipotizzato trasferimento di un certo quantitativo di merci dalla strada alla ferrovia o alla nave». E dovrebbe proseguire anche la contrazione del gasolio da riscaldamento, progressivamente sostituito dal metano.