La Gregoraci si confessa: "Dopo Vallettopoli non ho più una vita"

La sobrette si racconta al settimanale "Grazia": "Briatore mi ha salvata. ma sono cambiata, adesso sono molto prudente. Non sogno più"

Milano - "Dopo Vallettopoli non ho più una vita. Non posso prendere un caffè con un amico senza finire in copertina. Non posso andare in discoteca, non posso più fare le cose più normali? È faticoso. Tutta quella storia ha cambiato la mia vita: vedermi tutti i giorni sui giornali, essere definita in quel modo? È stato orribile". Lo racconta Elisabetta Gregoraci a "Grazia", il settimanale diretto da Vera Montanari in edicola questa settimana."Nessuno - prosegue la Gregoraci - mi chiedeva chi fossi davvero. Un dolore tremendo: il dolore di mia madre, quello che avrei voluto toglierle di dosso e viverlo io. L’ultimo anno mi ha cambiata tanto. Adesso sono molto prudente. Non sogno più. E poi pensavo che avrei perso tutto, non solo Flavio".

Briatore, sottolinea il settimanale, è rimasto sempre accanto a Elisabetta Gregoraci e l’ha difesa con grande forza. "Flavio mi è stato vicino. Durante la sua malattia l’ho conosciuto per quello che è. Stavamo insieme giorno e notte. Ho visto cose di lui che non conoscevo, come la sua fragilità, la sua paura. Lui ha un’immagine forte, invincibile. Non è così, è umano - racconta Elisabetta -. Del resto la nostra è una storia cresciuta giorno dopo giorno, lentamente. Io non mi fidavo di lui, era un famoso playboy, l’uomo che aveva avuto e lasciato donne bellissime. Avevo paura di lui. Quando è stato male ci siamo capiti, ci siamo avvicinati. Ho sentito cose che non immaginavo di provare: ho sentito la tenerezza. Quando sono uscita con lui la prima volta non pensavo nemmeno che l’avrei rivisto il giorno dopo. Non ho mai creduto di poter fare una vita diversa da quella che stavo facendo", spiega la Gregoraci nell’intervista a "Grazia".

"Sogno una vita normale" Elisabetta Gregoraci parla anche delle sue paure e rivela di temere l’invidia altrui. "Mi fa così paura che cerco di non vederla. Porto sempre con me delle cose benedette. Questi tre anelli per esempio: sono piccoli rosari. Uno era di mia nonna, l’altro me l’ha comprato mia mamma. Il terzo è il regalo di un gioielliere. Cerco di non togliermeli mai, li uso per pregare. Prima - ricorda Gregoraci - portavo sempre con me delle medagliette benedette. Sono molto credente e cerco di andare a messa quando posso. Se riesco ci porto anche Flavio. Poche volte però».
Infine la soubrette ribadisce che si sente una ragazza qualunque e che vive del suo lavoro: «Oggi mi compro quello che voglio perchè ho guadagnato abbastanza per potermelo permettere. Sia chiaro: non ho la carta di credito di Flavio. E se dovessi lasciarlo domani, la mia vita non cambierebbe affatto: continuerei a lavorare e vivere nella mia piccola casa. Faccio cose eccezionali solo quando sono con lui. Io sogno una vita normale- assicura - sogno di essere felice e vorrei avere sempre un uomo accanto. Per sempre».