«GREY’S ANATOMY» NON VALE «E.R.»

Un misto di E.R. e di Sex & the City. Così viene definito Grey's Anatomy (lunedì su Fox Life, ore 21) ed è un'etichetta penalizzante. Perché ti aspetti un bel matrimonio fra le più incalzanti scene ospedaliere di E.R. e i migliori scampoli di ironica pedagogia sentimentale di Sex & the City invece niente di tutto questo. Qui il via vai di pazienti del Grace Hospital di Seattle non è così frenetico né si indugia sugli aspetti propriamente tecnici degli interventi chirurgici, tanto da lasciare scontento chi si aspetta un'identica precisione nel racconto della profilassi medica. Quanto all'aspetto sentimentale, gli intrecci ci sono ma non vantano la stessa capacità di racconto disinvolto e sferzante presente in Sex & the City. Tuttavia, eliminati i paragoni scomodi, Grey's Anatomy si fa vedere lo stesso con interesse soprattutto in considerazione di una chiave narrativa originale: il costante rimpallo tra la competitività dei giovani tirocinanti che ambiscono a fare carriera nella struttura ospedaliera e lo sforzo dei medici e dei chirurghi già «arrivati», che cercano di mantenere quote di umanità davanti al cinico via vai di corpi da sezionare, parenti da consolare, superiori da tenersi buoni, in un alternarsi di momenti emozionanti e di pedaggi da pagare alla routine. La sceneggiatura è abile nel far specchiare in ogni episodio le insicurezze dei tirocinanti, la loro spasmodica voglia di emergere e farsi notare anche a prezzo di colpi bassi di cui si pentono subito, con i comportamenti altrettanto contraddittori di chi ce l'ha già fatta ma sa benissimo, per dirla con Eduardo, che gli esami non finiscono mai. La parte migliore della fiction sta proprio qui, unitamente alla trovata di alternare le voci fuori campo cui viene affidato il compito di sottolineare gli snodi più significativi del racconto con un tipo di scrittura non così curata come nelle Casalinghe disperate ma di buona fattura. Più debole la parte cosiddetta sentimentale, che parte nella prima puntata con una vicenda grottesca: la tirocinante Meredith Grey (Ellen Pompeo) rimorchia in un bar un bel tipo e se lo porta a letto, salvo scoprire la mattina dopo che è il chirurgo Derek Shepard (Patrick Dempsey), ovvero il capo della sezione ospedaliera in cui comincia proprio quel giorno a lavorare. Le premesse per un racconto sentimentale accattivante ci sarebbero, ma la sceneggiatura non riesce a trovare il passo brillante che ci vorrebbe, e nemmeno la sottigliezza psicologica in grado di compensare certe forzature di comportamento dei personaggi. Cosicchè Grey's Anatomy procede a sbalzi, alternando momenti toccanti a evidenti cadute di tensione.