Gridando alla jella si retrocede Grifo più solido con la «primavera»

Gli «oculati amministratori» non vedono oltre il loro naso: chi non spende, spende di più

Al 90 per cento è serie B. Non dico del Genoa. Dico della Sampdoria, che paga il risibile mercato di riparazione di gennaio. Novellino chiedeva un terzino destro del tipo Ferronetti del Parma e una prima punta non certo eccezionale ma di peso, per capirci alla Rossini. Gli sarebbe bastato. Si è preferito prendere Iuliano, Marchesetti e Colombo. Gli amministratori oculati, per essere veramente oculati, devono saper guardare al di là del proprio naso. Risparmiare uno per perdere dieci (non alludo alla Champion's o all'Uefa, ma alla serie B...) è autolesionismo puro. Una jella così non l'avevo mai vista nel calcio, d'accordo, ma una grossa dose di jella il bravo amministratore deve assolutamente metterla in preventivo.
L'eccesso di botte prese (14 gol al passivo) e non date (4 all'attivo) nelle ultime 9 partite abbondantemente spiega che ormai è tardi per tutto. Quattro squadre avversarie su cinque sono sempre state in grado di mettere in campo 7 elementi su 10 tecnicamente più validi di quelli di cui disponeva Novellino, che però si salvava - e spesso addirittura prevaleva - grazie all'abnegazione psico-atletica che riusciva ad ottenere dai singoli e al collaudato meccanismo tattico. Ora che le gambe degli orfani di Bazzani e Bonazzoli ci mollano e i petti sono in preda al terrore, per evitare la retrocessione non resta che sperare che il Messina non riesca a raccogliere 7 punti nelle ultime 4 partite. Non sto esagerando.
E il Genoa? Successo di importanza fondamentale, quello sul Monza, non solo per i 3 punti - assolutamente indispensabili per parare la vittoria dello Spezia a Fermo - bensì pure per il modo. Per affrontare in accettabile serenità di spirito i tre decisivi «spareggi» in programma era infatti auspicabile verificare sul campo che la reale consistenza tecnico-atletica e il morale della squadra di Perotti fossero ok. La risposta è stata nettamente positiva, a dimostrazione che lo scafato Attilio, ribaltando una deriva mortifera, ha raccolto 13 ottimi punti nelle 6 partite da lui dirette dalla panchina non per benevola concessione del Fato bensì progressivamente migliorando la scelta e la convinzione dei singoli giocatori da schierare e la loro impostazione tattica. Il Genoa anti-Monza è apparso squadra dal centrocampo finalmente solido e autorevole in mezzo con l'azzeccato «trio primavera» De Vezze-Botta-Rivaldo e rapido e pungente sulle fasce laterali con due elementi, Rossi e Iliev, teoricamente all'altezza di due categorie superiori.
Con un centrocampo così, la difesa ha potuto finalmente tornare a un confortante livello di impermeabilità. E qui apro una piccola doverosa parentesi a pro di Perotti e Preziosi per osservare che l'allenatore ha avuto il merito di richiedere e ottenere la riabilitazione tecnica e morale di Scarpi e Lamacchi e il presidente quello di averla concessa, in più personalmente trovando in Baldini un pretoriano dall'incidenza fondamentale sia nello spogliatoio sia in campo. Con un centrocampo così, mi riallaccio e proseguo, l'attacco - purtroppo strutturalmente orfano di un centravanti degno di questo nome - ha potuto almeno favorire non effimeri inserimenti da dietro affidandosi alla statura tecnica e all'intelligenza tattica del più affidabile elemento disponibile per il settore, Grabbi.
E ora, pance in dentro e petti in fuori, e avanti i carri. Leggo e odo da tempo da più parti, anche ben qualificate, che lo Spezia ha un calendario migliore. Beh, non sono mica tanto d'accordo. Sarà dura per il Genoa in casa della Sambenedettese che sta giocandosi la vita? Io dico che sarà parimenti dura per lo Spezia che ospiterà un Pro Sesto che ha umiliato il Teramo e sta giocandosi parimenti la vita. Se dunque, come è possibile e anzi probabile, le partite di domenica 23 aprile fruttassero pari punti a Genoa e Spezia, secondo voi il turno successivo si presenterebbe favorevole al Genoa che ospiterà il Cittadella o allo Spezia che sarà comandato a Padova? E l'appuntamento finale del Genoa in casa di un Teramo appagato dal matematico ingresso ai «play-off» sarebbe davvero più insidioso di quello dello Spezia ospitante un Ravenna eventualmente bisognoso di un punto per sfuggire ai «play-out»? A proposito, dicono che in settimana ci sarà la sentenza Ghomsi, che appunto potrebbe togliere al Ravenna gli stimoli per battersi alla morte quel giorno alla Spezia. Beh, mi permetto di dubitarne. La patata è talmente bollente che a questo punto per togliere o non togliere quei 3 punti al Grifone e darli o non darli al Ravenna lo spudorato Palazzo Tentenna potrebbe anche attendere la fine dei giochi in campo per vedere che succede. Cosa volete che sia, per chi si è concesso ad oggi una pausa di sette mesi per non decidere, approfittare del «tempo di recupero» a disposizione tra la conclusione della «regular season» e l'inizio di «play-off» e «play-out»...