Il grido d’amore di Spalletti: «Il mio futuro? È a Roma»

Ci mancava John Terry a rendere ancora più cupa la partita di questa sera all’Olimpico tra la Roma e il Chelsea. Il capitano dei blues londinesi ha messo in allarme la tifoseria inglese - a Roma sono attesi circa 3600 fan britannici - ricordando i precedenti delle visite romane di Manchester United e Middlesbrough. «Godetevi la città ed il match, e tornate a casa sani e salvi, e con un risultato positivo in tasca».
Esattamente quello che non vogliono i tifosi della Roma. Che sperano che i tifosi inglesi tornino a casa sani e salvi, sì, ma senza punti nel carniere. Anche perché per i derelitti giallorossi di questo scorcio interminabile di stagione, perdere anche stasera vorrebbe dire, se non l’eliminazione, certo complicarsi molto la vita in Champions League. La Roma dovrebbe sperare che il Cluj oggi non vinca contro il Bordeaux e poi vincere le prossime sfide europee contro romeni e francesi: programmino che oggi come oggi è tutt’altro che facile per i giallorossi.
Giallorossi che arrivano alla sfida tremebondi e con il dubbio Totti ancora in piedi. Il capitano è stato convocato, ma non è sicuro di scendere in campo questa sera. «È importante avere a disposizione il nostro capitano. I giocatori devono sapere che la presenza di Totti non alleggerisce le responsabilità degli altri», puntualizza Spalletti. Il quale lancia un messaggio d’amore ai tifosi e alla città: «Il mio futuro è a Roma, è Roma. Al di là della mia vita professionale, qui mi rivedranno spesso perchè mi sono trovato benissimo come la mia famiglia, in particolare i miei figli. E non ho mai detto che i miei figli hanno paura in questo momento». Spalletti però non nega i problemi attuali, che sono «soprattutto psicologici». E si inventa quindi psicanalista: «Trasmettere timore alla squadra sarebbe la cosa peggiore. Potrebbe essere utile ricordare le cose che abbiamo fatto bene in passato, è un modo per massaggiare la testa dei giocatori e per mantenere l’autostima. Ma bisogna anche mostrare gli errori commessi, per evitare che certe situazioni si ripetano». Certo il Chelsea non è l’avversario più comodo per uscire dalla crisi di risultati: «La gara di domani sera - stasera, ndr - è quella più importante di tutte proprio perché abbiamo bisogno di fare risultato». Una prestazione come quella dell’andata in fondo già sarebbe qualcosa. «La squadra non ha proposto molto, ma è stata compatta e ha giocato bene. Non abbiamo tirato in porta? Nemmeno il Chelsea ha concluso molto. Abbiamo provato a costruire, siamo arrivati vicini all’ultimo passaggio». Chi si accontenta gode.
Ieri ha parlato anche De Rossi, che ha lanciato una ciambella di salvataggio al suo mister: «Il problema non è fra noi e il mister o con la società, ma è fra tutti noi. Abbiamo avuto infortuni, sviste macroscopiche, tante cose che non ci hanno aiutato, ma non ci siamo annoiati del tecnico».