Grifo e Aquilotti alleati contro la B al sabato

Paola Balsomini

«Abbiamo chiesto un incontro con Matarrese entro il 30 agosto, ma non ci muoviamo dalla nostra posizione: la serie B solo alla domenica pomeriggio». Così Genova si prepara insieme ad altre città italiane ad affrontare l'ennesimo problema dell'estate: il Genoa infatti dovrebbe scendere in campo il sabato alle ore 16, creando non pochi problemi al quartiere di Marassi. Ma l'alleanza, nell'incontro di ieri e nel summit che si terrà con il nuovo presidente della Lega, è stata stretta anche con lo Spezia: il club aquilotto infatti è contrario ad una cadetteria al sabato per agevolare la cessione dei diritti televisivi. Ma tra le città presenti ieri nel summit di Piacenza non c'erano solo Genova e La Spezia ma anche Arezzo, Bologna, Cesena, Frosinone, Modena, Napoli, Treviso, Venezia, mentre sono arrivate le deleghe di Brescia, Lecce, Mantova, Rimini e Torino. È un no collettivo, insomma, di tutta la serie B: «Non è possibile - spiega l'assessore allo Sport del comune Giorgio Guerello - che una decisione del genere possa essere presa dalla Lega e non dai rappresentanti della città. Oltre a questo, la situazione non può essere paragonata allo scorso campionato, visto che ci sono realtà come Torino, Napoli e Genova. Città che vanno rispettate. Per questo abbiamo chiesto un incontro con Matarrese piuttosto urgente, entro il 30 agosto».
Anche il sindaco di Genova Beppe Pericu nei giorni scorsi si era allineato alla posizione dell'assessore allo Sport: «La nostra città non è in grado di assorbire l'impatto di una gara calcistica al sabato. Si può pensare ad un campionato al sabato sera ma certamente non nelle prime ore del pomeriggio; siamo in un quartiere dove esistono molte attività commerciali e poi c'è il mercato. Preferiremmo evitare questa ipotesi». In realtà al Comune non conviene il muro contro muro: Tursi infatti potrebbe decidere di non firmare l'agibilità dell'impianto sportivo, ma la scelta sarebbe comunque impopolare. Alla fine, l'impressione, è che anche Pericu alla fine dovrà dire sì (salvo via libera del Prefetto), sempre che non venga raggiunto un accordo per disputare i match casalinghi del Grifone nelle ore serali del sabato, anche se per ora questa ipotesi non è ancora stata presa in considerazione. Il nuovo presidente Antonio Matarrese infatti era stato chiaro «C'è un dispositivo che stabilisce che anche quest'anno la serie B debba essere giocata al sabato pomeriggio e quindi dobbiamo adeguarci». Esigenze televisive, appunto. Ma non è nemmeno escluso che la nuova ripartizione dei diritti dei network possa cambiare le carte in tavola. Se alla fine le esclusive della cadetteria dovessero rimanere in mano alla Rai e a Sport Italia ecco che, ad esempio, i canali satellitari non dovrebbero sdoppiarsi, anche se ci sono casi, come quello del Genoa, decisamente anomali. Il club rossoblu infatti aveva sottoscritto un contratto biennale con Sky, che però, al momento, non detiene i diritti per la serie B. E nella stessa posizione si trova anche la Juventus.
Discorso diverso per la Sampdoria che domani ufficializzerà la cessione dei diritti televisivi a Mediapartner's: il prossimo anno le gare casalinghe della formazione di Walter Novellino saranno visibili sul canale satellitare di Sky e su La 7, per quanto riguarda il digitale terrestre. La cifra che ha ottenuto il club blucerchiato si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Dal 2007 invece non sarà più possibile portare avanti una contrattazione individuale dei diritti televisivi ma si passerà ad una contrattazione collettiva: ripartizioni più eque e meno problemi da risolvere.