Il Grifone contro la Fermana ritrova gli artigli per graffiare

Emmanuele Gerboni

Se ci sono anche quelli tanto meglio, ma non bastano mica. La serie C è una partita come quella di ieri sera. Con un Genoa che vale dieci volte la Fermana ma non riesce a dimostrarlo come potrebbe. Lo fa soltanto nel finale di una partita chiusa per 3 a 0. Intanto, finalmente, si può tenere i tre punti che sono una gran cosa dopo il pareggio opaco con il Pizzighettone.
Ore 20.30, la lancetta spacca il secondo. Si torna a Marassi dopo quella partita con il Venezia e sembra un’eternità. Eppure sono appena passati tre mesi. C'è la Fermana, potrebbe essere anche il Real Madrid ma il Genoa deve fare solo una cosa. Vincere, e bene. Per mettersi dietro le spalle quella nottataccia di Torino con il Pizzighettone. Enrico Preziosi si sistema in tribuna, non voleva mancare. In campo c'è pure Zaniolo, fa coppia con Sinigaglia.
Si inizia con qualche coro contro Carraro. Continueranno. Ci sono striscioni un po' dovunque, nella Nord c'è scritto: «Derubati di un sogno saremo il vostro incubo». Vavassori disegna un Genoa più offensivo che, però, fa fatica a prendere le misure alla Fermana. Che non deve neppure fare i giochi di prestigio per sbarrare la strada ai rossoblù. Metà del primo tempo se ne va senza un guizzo e poi ci pensano Tedesco e Masi a cambiare qualcosa. Il capitano arpiona un bel pallone proprio al limite dell'area, entra e Masi lo ostacola. È rigore per Lena. Sinigaglia si prende la responsabilità e non delude. Scotti di qua, il pallone va laggiù nell'angolino alla destra del portiere ospite. Non è un bel Genoa che non ha mai l'intuizione che può far saltare il banco. È una Fermana generosa che non rinuncia però a farsi vedere dalle parti di Gazzoli. Il gol di Sinigaglia sveglia il Genoa che osa un pochino di più con Minetti e Tedesco. Scotti c'è. Ma sul tiro di Sinigaglia al 43' lo salva il palo.
Ripresa. Vavassori capisce che c'è da correggere qualcosa a centrocampo, dove il Genoa non ha troppe idee. E così tocca a De Vezze, per lui è la prima volta in rossoblu. Esce Coppola che non aveva proprio convinto.
Il Genoa si rende conto che deve chiudere in fretta il discorso. Non può rischiare qualche sorpresa indigesta proprio nell'ultimo strappo. Così avanza di brutto il suo baricentro anche se le occasioni ghiotte sono pochine. Ci prova Ambrogioni di testa sugli sviluppi di un cross dalla destra. Il numero due rossoblu non sbaglia tempo e forza, però dall'altra parte c'è Scotti che arriva sotto l'incrocio dei pali e disinnesca con l'aiuto decisivo della traversa. La Fermana controlla ma non affonda mai. E il Genoa potrebbe raddoppiare. È l'azione più bella della partita. Lancio in profondità per Rossi che si trova solo davanti a Scotti. Ma l'esterno genoano fa la cosa più brutta. È un tocco troppo debole, il portiere avversario non deve sudare troppo. C'è spazio anche per l'argentino Rimoldi . 35': spreca troppo il Genoa.
Ancora Rossi in avanti. Fa tutto bene, entra in area da posizione defilata ma Scotti gli chiude lo specchio in uscita. Pazienza, perché nel finale ci pensano Rimoldi e Greco ad aumentare il bottino. Tre a zero. I tre punti ci sono. È quello che Vavassori voleva.