Grifone, un’ossessione e un vero tormentone

Nel cappello posto alla poesia invitate con bontà paleo-cristiana a considerarla nella veste più ironica...
A me sembra invece che il dottor Anselmi abbia «picchiato» piuttosto rudemente: reclamo pertanto il diritto di rispondergli... per le rime!

Non son poeta no,
ma anch’io, perbacco,
vorrei sfidare a ludica tenzone
il prode Anselmi
che vuotato il sacco
scrivendo peste e corna del Grifone.
Ma non è certo il primo,
questo Anselmi,
a gioire
insultando un moribondo:
\quando cade un gigante,
sono i vermi a festeggiare,
ché così va il mondo...!
Non posso scomodare Maramaldo
perché ho la radicata convinzione
che seppur nella tomba quel ribaldo
s’indignerebbe
per il paragone.
Pertanto,
prode Anselmi
proseguo la tenzone
sul tuo terreno ed uso
soltanto rime in «one»:
la tua composizione
rivela un’avversione
diventata ossessione;
è un vero tormentone!
Perché chiami frescone
il povero Grifone?
E per quale ragione
ti fumiga il ...paglione?
(l’eufemismo s’impone
per mera educazione)