Grignani: la cocaina? Un errore tremendo

Dopo un anno e mezzo il cantante esce dal silenzio. Nell'agosto 2007 era stato coinvolto
in un’indagine della polizia. Oggi racconta: "La droga è stato un
grave errore. Pensi che faccia star meglio, invece amplifica i
problemi e allontana dalle persone"

Roma - Il cantante milanese Gianluca Grignani ha rilasciato un’intervista al settimanale Vanity Fair, che sarà in edicola da domani. Nell’intervista, la prima che Grignani rilascia da oltre un anno e mezzo, racconta della sua esperienza con la droga, a causa della quale è anche stato coinvolto in un’indagine della polizia nell’agosto del 2007. Il nome dell’indagine era "Operazione paradiso", probabilmente in riferimento a "Destinazione paradiso", la canzone con la quale Grignani ha esordito al Festival di Sanremo del 1995.

Destinazione Paradiso "La cocaina? È stata un errore tremendo. Pensi che faccia star meglio, invece amplifica i problemi e allontana dalle persone". Afferma Grignani nell’intervista al settimanale. Grignani ha appena completato il suo nono cd, al quale aveva già iniziato a lavorare prima dell’inchiesta, il cui titolo è "Cammina nel sole", come la canzone con la quale gareggierà al prossimo Festival, il quinto per il cantante milanese. Tornando alla cocaina Grignani ha dichiarato a Vanity Fair: "Ho comiciato da ragazzo. Perché lo facevano gli altri, per divertimento, soprattutto per la voglia di provare. Mi è sempre piaciuto provare di tutto, e l’ho fatto".

Il rapporto con i media In riferimento a quanto scritto e detto dai media su di lui il cantante ha commentato: "Scrivevano che ero bello e maledetto, e neanche una riga sul fatto che facevo tutto da solo, musica e testi. Ancora oggi mi sembra che si accorgano di me solo quando faccio una cavolata". Le sue paure più grandi, oggi, riguardano Ginevra, la sua bambina di tre anni: non vuole che un giorno cresciuta possa essere etichettata come "la figlia di Grignani, quello della coca?", ma è sicuro anche di poter essere un domani buon esempio per lei. "Il fatto di aver provato la droga, mi consentirà - afferma - di trovare il modo migliore per convincerla a non farlo".