Grignaschi, l’arte del ritratto

Renato Grignaschi ha cominciato a occuparsi di fotografie nel 1968, ma è dal ’73, con la collaborazione a Vogue, e poi ad Haper's Bazaar, Cosmopolitan, Elle, Amica, oltre a campagne pubblicitarie per famosi stilisti, che il nome di Grignaschi si è imposto tra i più quotati fotografi internazionali. Parte rilevante del suo lavoro è dedicata ai ritratti di personaggi della cultura, della politica, dell'industria e dello spettacolo e dello sport, in bianco e nero con tecniche analogiche e digitali. Non occorre essere esperti per conoscere le difficoltà che il fotografo affronta per cogliere, in un volto o in un corpo, la fisionomia di un personaggio. Attraverso inquadrature di secondi, l'obbiettivo, con un gioco di luci e di contrasti, di prospettive e di sfondi, deve saper fissare un carattere, individuare un'emozione, raggiungere l'interiorità del soggetto. Nella galleria di 82 ritratti esposti fino a domenica ad Arona sul lago Maggiore (dove è nato nel ’43) nel cinema Teatro Lux («Ritratti ed incontri. 30 anni di fotografia»), Grignaschi che - tra un viaggio e l'altro - vive e lavora a Milano, ha dimostrato una sensibilità artistica e una tecnica che il pubblico riconosce ed ammira.