Grillo deposita le firme al Senato "Ma la mia proposta è già insabbiata"

Il comico genovese porta diciotto scatoloni pieni di firme a Marini: è la proposta di legge di iniziativa popolare "Parlamento pulito". Poi attacca politici e giornalisti. Battute anche contro Napolitano

Roma - Beppe Grillo esce sorridendo dal Senato, sottobraccio una copia della Costituzione, omaggio del presidente Franco Marini. Ma il comico genovese ha poca fiducia sull'esito della sua proposta di legge. "Sono un pò depresso, Marini mi ha spiegato che la mia proposta dovrà essere 'assorbita' in altri disegni di legge. Ma ho visto della sabbia. Ma non puoi fare una critica ad una persona così - ha aggiunto - è una brava persona, anche se ha 70 anni, ma ha un figlio informatico", quindi a conoscenza del nuovo mondo delle tecnologie. Grillo racconta che Marini gli ha fatto notare alcuni passaggi incostituzionali della sua proposta di legge, compresa una parola che proprio non poteva esserci: "Delinquenti, e allora l’abbiamo sostituita con condannati".

Ma il comico genovese fa capire chiaramente di aver poche speranze sull’iter del ddl. Alla domanda cosa si aspetta, "Bah - ha risposto Grillo - non ha senso che passi o meno questa legge. La legge è già passata nella testa della gente: se chiedete a qualsiasi cittadino se vuole mandare via i pregiudicati dal parlamento vi dirà di si. Del resto è passata anche nelle stesse loro teste, non ce la fanno più a resistere, ad avere delle condanne, e vogliono solo un pretesto per potersene andare via".

La polemica con Napolitano "Napolitano ha detto che questa non è l’Italia di Grillo. Meno male... mi ha tolto un peso ed ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano". E' polemico Grillo nel giorno "solenne" della presentazione delle firme per l'iniziativa popolare. Le firme raccolte nel famoso "V-day". Secondo lui il New York Times ha fatto un servizio "bellissimo" sull’Italia. Quindi quella di un Paese depresso è un’immagine che corrisponde alla realtà? "Ho paura di sì" è la sua risposta. Grillo vuole essere preso sul serio per le cose che dice ma soprattutto per il consenso che, nel corso degli anni, è riuscito a catalizzare intorno al suo blog. E da internet alla politica, con la raccolta delle firme dei mesi scorsi, il passo è breve.

"Il vero cancro è l'informazione" "L’informazione è la vera depressione di questo Paese. L’informazione con i suoi limiti, con la sommersione di informazioni inutili, la gente è sommersa di ca….. È un mezzo destinato a scomparire, sarà assorbito dalla rete. La rete è la cosa più democratica che esista perchè c’è il contraddittorio".

"Non presenterò liste alle politiche" Dall’8 settembre, dal giorno del primo V-day, "la politica è già cambiata". Grillo ne è sempre più convinto. "Ora tutti annaspano, - aggiunge - vogliono vedere la gente, vogliono cambiare i nomi dei partiti. Perché non cambiano i loro di nomi?. Con le liste civiche - dice Grillo - è partito un movimento di cittadini incazzati" che proseguirà. "Oggi non è la fine ma l’inizio" aggiunge. Ma il comico genovese assicura di non puntare alle elezioni politiche. "Assolutamente no. Si parte dal basso". "I ragazzi - sottolinea - non sono disonesti. Vogliono essere messi alla prova e ci proveremo con le liste civiche, che non sono un movimento politico ma sono i cittadini che si riappropriano della politica partendo dai Comuni". Insomma, secondo Grillo "qualcosa succederà" ma "ci vogliono tempi biologici, tra quattro anni sono sicuro che questo paese cambierà".