Grillo e Ds: rinvio del «tetto» al 30%

da Milano

Lo slittamento dell'entrata in vigore del tetto del 30% ai diritti di voto delle fondazioni nelle assemblee delle banche partecipate mette d'accordo Ds e Forza Italia, ma vede contrari il relatore Maurizio Eufemi (Udc), promotore della norma approvata nella legge sul risparmio, e il governo. Con due identici emendamenti al decreto legge di differimento dell'efficacia di alcune norme della legge sul risparmio, depositati in aula al Senato, il presidente della commissione Lavori pubblici, Luigi Grillo (Fi), e i senatori Ds Franco Bassanini, Lanfranco Turci e Giovanni Brunale, hanno chiesto di spostare in avanti di un anno e mezzo, dal primo gennaio 2006 al primo luglio 2007, l'entrata in vigore della norma che sterilizza i diritti di voto. In Italia le fondazioni oltre il 30% sono tre: Carige, Carifirenze e Mps. Un altro emendamento, con le stesse finalità, è stato presentato da alcuni senatori Ds e Margherita al decreto legge «milleproroghe», anch'esso in attesa di essere esaminato dall'aula di Palazzo Madama. Molto ristretti appaiono però i margini di manovra in aula. «Il differimento di termini per consentire alle autorità di avere i tempi per provvedere agli adempimenti è una cosa - sostiene il relatore Eufemi - mentre una modifica della norma sulle fondazioni sarebbe una modifica sostanziale alla quale sono contrario». Mentre per il governo è il sottosegretario all'Economia, Maria Teresa Armosino, a ribadire la sua netta contrarietà a qualsiasi modifica sostanziale: «Siamo fuori tempo massimo» .