Grillo e il «partito» dei saltimbanchi

Ho cinquant'anni, sono laureato, dirigo una piccola azienda della quale sono proprietario con mio fratello, convivo felicemente con una donna bella e intelligente ed entrambi professiamo idee liberali, amiamo l'America e invidiamo la Francia di Sarkozy. Ho la tentazione forte di iscrivermi al partito di Beppe Grillo. Faccio male?



Posso resistere a tutto ma non alle tentazioni, confessava Oscar Wilde. Quindi faccia lei, caro Marinetti. Però tenga presente che si troverà in compagnia di guitti, saltimbanchi e anche di qualche magistrale ciarlatano. In senso figurato, va da sé, e senza farne casi personali. Comme d'habitude, d'altronde. In quanto a Grillo, sì, dice anche qualcosina giusta e sottoscrivibile, ma lo fa sbraitando e col piglio deciso di chi è uso gettare via il bambino con l'acqua sporca. Insomma, è un Ciceruacchio gigione e di Ciceruacchi gigioni in servizio permanente effettivo ne abbiamo già un fornito stock, fra Palazzo e società civile. Ma è sopra tutto la compagnia di giro che gli sta appresso, che si dichiara grillante o grillescheggiante a consigliare la prudenza. I nomi? Alfonso Pecoraro Scanio e già basterebbe, Aurelio Mancuso, il presidente nazionale dell'Arcigay (con una motivazione così scombiccherata da meritare la dignità di stampa: «Tante persone del movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e transessuale guardano con interesse la campagna contro la corruzione e le caste politiche perché individuano in questi mali una delle ragioni per cui nel nostro Paese non è stata ancora possibile una riforma civile e di riconoscimento dei diritti delle persone e delle coppie omosessuali». Ma pensa tu), Francesco Caruso (l'ideologo, si fa per dire, dei centri sociali), Franca Rame (in Fo), Gino Strada (il favoloso mediatore nel sequestro Mastrogiacomo), gli Skiantos (non mi chieda chi sono, ma ricordi: nomen omen), il filosofo ed epistemologo Luciano Ligabue e il prete don Ciotti al quale deve essere piaciuto assai il linguaggio, così schiettamente postconciliare, di Grillo.
Se con un campionario simile lei, caro Marinetti, si trova a suo bell'agio, proceda. Siccome tanta brava gente si girotondò affatturata dalla figura di Nanni Moretti (e di Pancho Pardi: andava molto forte fra le girotondine, ma d'altronde l'intellettuale è come il tubino nero, la petite robe noire: si porta sempre), è del tutto logico - siamo pur sempre italiani, perbacco - che se stregata da Beppe Grillo si grillizzi. Pensi che bello: il partito dl «vaffa». Par di sognare.
Paolo Granzotto