Grillo fa il Che Guevara: "Splendida rivoluzione I No tav sono veri eroi"

Il comico in Val Susa aizza i manifestanti: "I lacrimogeni sono armi chimiche, voi siete eroi". La rabbia di Pdl e Pd: "Incita alla violenza". I grillini si dividono: "Non mischiarti ai terroristi". Ma altri: "Ora focolai di rivolta in tutto il Paese"

Da comico a rivoluzionario. Il Grillo che si crede Che Guevara ha già smesso di far ridere da un pezzo, ma questa volta rischia grosso: tutto il mondo politico è contro di lui e qualcuno (del Pd) pensa che le sue parole possano essere considerate un reato. "In Val di Susa siete tutti eroi, state facendo una rivoluzione straordinaria". Il leader della guerriglia contro la Tav è Beppe Grillo. Mentre tutti, dal Pdl al Pd passando per i centristi dell'Udc, prendono le distanze dagli scontri il comico genovese è salito in macchina per andare direttamente sul posto e arruolarsi (e arruolare) tra i contestatori. Il leader del Movimento cinque stelle punta il dito direttamente dal suo blog contro le forze dell'ordine e colpisce sotto alla cintura: "Chi ha ordinato ai nostri dipendenti in divisa (li paghiamo noi, devono difendere noi) di tagliare le tende lasciate al presidio, di pisciarci e cagarci dentro, come l'ultimo dei teppisti? I fumogeni contenevano lacrimogeni al CS” (orto-clorobenziliden-malononitrile) che rientrano tra le cosiddette armi chimiche". Le accuse sono pesanti e, in una giornata ad alta tensione come questa, arrivano come una cascata di benzina sul fuoco delle contestazioni: i poliziotti italiani utilizzerebbero armi chimiche contro il popolo dei NoTav, come i pretoriani di Sadam Hussein... Ma il post di Grillo prosegue in un crescendo di delirio: "Le campane in Val di Susa suonano a distesa, è giorno di messa. Oggi ci possono essere le prove generali della dittatura, ultima ancora di salvezza dei politici per salvare le penne di fronte al cataclisma economico prossimo venturo, o la nascita della democrazia in Italia. Al Potere rimane l'ultima difesa: lo Stato di Polizia. La strategia infame di mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Carne da macello. Le campane in Val di Susa, delle sue chiese, questa domenica suonano per tutti gli italiani. Ascoltatele, sono anche la vostra voce. E' la voce della democrazia". Parole fortissime pronunciate, è bene ricordarlo, dal Grillo politico e capopopolo, quello che ha fondato il Movimento cinque stelle portando nei palazzi del potere una sessantina di consiglieri comunali e quattro rappresentati nelle assemblee regionali, non dal Beppe Grillo comico che concionava dal palco di Fantastico vicino a Pippo Baudo. Altro ruolo, altre responsabilità...

La cronaca della giornata poi si sposta direttamente sul sito Beppegrillo.it e su Facebook (leggi qui) dove il comico spedisce in diretta i filmati che sta girando in Val di Susa. Qui, una delle piazze telematiche dove si riuniscono i grillini, le contestazioni nei confronti del leader maximo sono molte. "Elena ti faccio presente che gl'infami dei black blok hanno buttato ammoniaca.... mi schfo di questa situazione .... nessuno conosce ghandi??? beppe grillo sta cominciando a farmi ripensare sul suo conto...", scrive Fabio L. rispondendo a una commentatrice. Un appello accorato arriva da Giovanni M. : "Beppe sei l'unico a cui darei il mio voto, ma nn commettere l'errore di istigare la gente contro le Forze dell'Ordine (...) i veri Valsusini non sono quelli armati di fionde, pietre e bottiglie incendiarie". E ancora: "E' la prima volta che non sono d'accordo con Beppe, ne con i suoi modi!" scrive Paolo C. Insomma una parte del pollo grillino non ci sta: passino le battutacce e le boutade, ma appoggiare la violenza è un'altra cosa. Il concetto lo esprime chiaramente un atro commentatore della pagina di Facebook che consiglia il comico: "Beppe scappa e commenta da lontano e non in mezzo a sti terroristi....".  Ma sono ancora di più i seguaci di Grillo che raccolgono le sue parole e vanno oltre: "Alla guerra si risponde con la guerra", "Oggi l'Italia migliore è in Val di Susa a difendere gli interessi del proprio Paese contro una cosca che se ne è impadronita e vuole disintegrarlo" e "I poliziotti sono tutti fascisti", roba da anni di Piombo. E infatti il richiamo a tutto l'armamentario di violenza, fisica e verbale, di quegli anni non tarda ad arrivare: "I VERI EROI SONO I POLIZIOTTI E GLI OPERAI!!!!!! Giustissimo, sempre valido!!! Non vi ricorda il periodo delle Brigate Rosse....", si legge sul blog di Grillo, e ancora: "A questo punto bisogna scatenare focolai di rivolta in tutte le maggiori città italiane, da nord a sud ed il regime comincerà a scricchiolare paurosamente!!!!!!"

La politica ha risposto  con determinazione alle dichiarazioni di Grillo. "In Val di Susa gli eroi sono i poliziotti e gli operai, non i manifestanti nè tantomeno i delinquenti che tirano le pietre", ha rilanciato Pier Ferdinando Casini dalla sua pagina Facebook. Pdl e Pd, per una volta d'accordo, criticano le parole del comico: "Beppe Grillo dice cose irresponsabili e scherza con il fuoco. Mi auguro che in questi frangenti tanti, comunque la pensino sulla Tav, si rendano conto dei pericoli e dei rischi legati a certe predicazioni", ha dichiarato il portavoce del Popolo della Libertà Daniele Capezzone. Va ancora oltre Stefano Esposito, parlamentare piemontese dei Democratici: "Una cosa deve essere ben chiara dei feriti di questa giornata portano la responsabilità Alberto Perino, Lele Rizzo e i vari 'capì dei comitati No Tav che hanno invocato l'assedio del cantiere e utilizzato parole d'ordine violente e insurrezionaliste, nonchè Beppe Grillo e i suoi seguaci piemontesi che stanno gettando benzina sul fuoco con frasi deliranti, parlando di rivoluzione contro la dittatura". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Dario Ginefra, deputato del Pd, che delinea anche un'ipotesi di reato: "Se dovessero essere confermate le notizie in merito alle presunte dichiarazioni di Beppe Grillo che avrebbe detto: 'È una guerra civile quella che stiamo facendo. Io voglio unirmi a voi, stare in mezzo a voi, sentir parlare voi' saremmo al cospetto di una fattispecie di reato che andrebbe perseguita senza esitazioni". Grillo va alla rivoluzione, sarà l'ennesima boutade? Al momento sembra che abbia preso molto sul serio il ruolo di Che Guevara della Val di Susa. E questa volta non c'è proprio niente da ridere.