Grillo: «Il garante si è svegliato solo ora...»

Nell’estate del 2005 le sue telefonate con il banchiere Gianpiero Fiorani e la moglie di Antonio Fazio, allora governatore della Banca d’Italia, finirono sulle prime pagine dei giornali. E senza che nessun garante intervenisse.
Era in corso l’indagine sulla scalata della Banca popolare di Lodi di Fiorani all’Antonveneta. Luigi Grillo, senatore ligure di Forza Italia, venne spiato attraverso il telefonino, «una cosa illegale, visto che ero parlamentare» protestò. Ma nessun garante intervenne.
Ora la procura di Milano chiede al Parlamento di acquisire quelle e altre telefonate di politici di destra e sinistra. E Grillo, ribadendo di essere d’accordo alla trascrizione delle sue conversazioni («non ho nulla da nascondere»), torna sulla questione delle intercettazioni pubblicate dai giornali e sulla privacy difesa adesso e non in passato.
Senatore Grillo, che cosa pensa del garante della privacy, intervenuto in difesa dei paparazzati di Vallettopoli solo dopo la notizia delle foto di Silvio Sircana, portavoce del governo Prodi?
«Che il garante si è svegliato, in altre occasioni ha invece dormito».
Parla del suo caso?
«In Italia ormai non ci sono tutele per nessuno. I giornali sbattono il mostro in prima pagina e il danno è fatto. Il tutto con una buona dose di ipocrisia, lo dico per esperienza».
A che cosa si riferisce?
«A Milano sono indagato per la vicenda Antonveneta e per un’affermazione che feci su Telecom, dissi che esisteva una centrale di ascolto e che era una notizia nota. Tronchetti Provera mi denunciò. Poi sappiamo tutti che cosa è stato scoperto».
Di chi è la colpa se conversazioni private finiscono sui giornali? Dei giornalisti in cerca della notizia o di chi dà loro le intercettazioni per trarne qualche tipo di vantaggio?
«Non mi piacciono le generalizzazioni, non voglio dire chi è più o meno colpevole. So solo non sono cose degne un Paese civile e democratico».
Come si vive dalla parte dell’intercettato?
«Male. Lo ripeto: non c’è più tutela per nessuno, colloqui segretati, e dico segretati, finiscono sui giornali. L’Italia si è messa davvero su una brutta china».
Il ministro Mastella ha presentato un disegno di legge, sarà più facile arrivare all’approvazione dopo la vicenda Vallettopoli?
«Le proposte di Mastella le ho lette sui giornali, di concreto ancora non c’è nulla. Una cosa è certa: le cose devono cambiare».