Grillo: «Meno autonomia alla giustizia sportiva»

Paola Balsomini

La giustizia sportiva ha troppa autonomia e va riformata. A dirlo questa volta non è un tifoso del Genoa arrabbiato per la sorte toccata al vecchio Grifone, ma il senatore di Forza Italia Luigi Grillo che ha intenzione di proporre un disegno di legge per cambiare l’ordinamento sportivo.
Il caso Genoa è un caso emblematico di come i «poteri forti» possano decidere le sorti di una squadra e di una società andando avanti per la propria strada. Così dopo il decreto legge approvato dal governo per lasciare piena autonomia a Lega, Figc e Coni, adesso c’è chi vuole fare un passo indietro. Anche perchè le leggi parlano chiaro e lo stesso giudice del tribunale di Genova Alvaro Vigotti, dopo aver esaminato il ricorso del club rossoblù, non ha potuto fare altro che sancire la piena autonomia della giustizia sportiva e l'impossibilità di ingerenza da parte di un tribunale civile. «Innanzitutto - spiega Grillo - non posso che essere dispiaciuto per quello che è accaduto e per la sentenza del giudice Vigotti. Se fosse andato fino in fondo si sarebbe creato un precedente utile per accendere un faro di luce intorno alle procedure utilizzate nei processi sportivi. Ovviamente c’è amarezza e per questo è ora che qualcosa cambi». Un disegno di legge potrebbe soprattutto togliere potere e piena autonomia a Lega e Figc: «Questi processi spesso vengono condotti in maniera poco chiara agli occhi dei cittadini e dei tifosi e spesso vengono anche condotti in maniera del tutto autonoma. Per questo credo che sia necessaria una riforma che discuterò prima possibile».
Purtroppo adesso a farne le spese è stato il Genoa, anche se in passato la stessa sorte era capitata ad altri club, come ad esempio la Fiorentina. Preziosi infatti ha visto nei suoi confronti lo stesso «complotto» già messo in atto dai «poteri forti» verso Cecchi Gori: «Sono amareggiato di questo ma la situazione va cambiata. Meglio tardi che mai, insomma».
Anche l'onorevole Enrico Nan si fa promotore della stessa proposta: «L’epilogo della vicenda giudiziaria relativa al Genoa - spiega - si è concluso in maniera deludente. La decisione di non decidere non corrisponde alle attese di giustizia che la gente attendeva nel merito».
Nan pensa anche alle conseguenze che dovrà subire la società ma anche la città: «Le conseguenze saranno negative non solo per la società sportiva ma anche per la città di Genova. Come esponente politico, indipendentemente dall’essere un tifoso genoano, sosterrò il cambiamento delle regole legislative che sono superate e non adatte ad affrontare decisioni importanti come quella che ha riguardato il Genoa».
Qualcosa quindi potrebbe cambiare, garantendo una maggiore tutela alle società e ai suoi dirigenti.