Grillo: Monti come BadoglioE "Velina rossa" lascia il Pd

Sul suo blog Beppe Grillo paragona Mario Monti al maresciallo Badoglio, che fu incaricato di formare il governo dopo la destituzione di Mussolini. Poi si dispiace del fatto che il Cavaliere non sia stato arrestato. Pasquale Laurito, autore della "Velina rossa" vicina a D'Alema, lascia il Pd e sbatte la porta per protesta

Una delle battute migliori sul futuro governo a guida Mario Monti, bisogna ammetterlo, l'ha fatta Beppe Grillo, che ha paragonato l'economista al maresciallo Badoglio. E' un accostamento irriverente, perché Berlusconi non è Mussolini, non c'è stata alcuna guerra e Napolitano non è il re. Però a un comico, ancorché politico, bisogna riconoscere una sorta di licenza poetica. Ma vediamo cosa ha scritto Grillo sul suo blog.

"Il Cavalier Silvio Berlusconi è stato ricevuto al Quirinale dalla controfigura di Umberto II, l’ultimo re d’Italia. La scena nei modi e nella sua rappresentazione è la medesima del 1943, quando a Villa Savoia Vittorio Emanuele III comunicò al Cavalier Benito Mussolini il suo licenziamento. In entrambi i casi il successore venne scelto dal regnante. Ieri fu Badoglio, adesso è Monti". 

"Dalla fine della II Guerra Mondiale - osserva Grillo sconsolato - siamo un Paese a libertà limitata con basi americane che presidiano la penisola. Ora siamo stati messi anche ai domiciliari. La politica economica non è più di nostra competenza, ma del Fmi e della Bce. Riceviamo lettere dalla Ue che sono l’equivalente di ordini, ultimatum".

Poi l'ennesima provocazione che fa capire quanto Grillo abbia a cuore non tanto l'Italia ma l'eliminazione del Cavaliere: "Mussolini all’uscita del colloquio con il re, fu caricato su un’ambulanza. Gli venne detto che era per proteggerlo. In realtà, il mezzo era pieno di Carabinieri che lo arrestarono. Ieri sera l’ambulanza non c’era davanti al Palazzo del Quirinale e neppure i Carabinieri. Peccato". Beppe Grillo non si smentisce mai: non contento di non avere più Berlusconi a Palazzo Chigi, lo vuole pure in galera.

Ma a non essere particolarmente felice di Monti c'è anche più di un esponente del Pd. Uno di questi è Pasquale Laurito, noto come l'estensore della "Velina rossa", l'agenzia parlamentare da sempre considerata vicina a Massimo D'Alema. "Non vogliamo più far parte di questa squadra - dice Laurito - e aggiungiamo i nostri migliori auguri all’onorevole Bersani e all’onorevole D’Alema".

Nell’ultima "Velina" non nasconde il suo sdegno per la scelta del Pd di dare vita a quella che definisce l’ammucchiata, il governo Monti, "il governo Berlusconi-Bossi". Si legge sulla Velina: "Non abbiamo più l’intenzione di andare nelle cabine elettorali a dare il nostro voto". Poi va giù ancor più pesante: "Dopo una vita intera non siamo disponibili ad annientare in un fine settimana i nobili ideali di solidarietà nei confronti delle classi sociali più deboli solo per sposare gli interessi di pseudo banchieri". Più che una presa di distanza è una vera e propria dichiarazione di guerra. E fa capire quanti problemi creerà al Pd, e a buona parte della sinistra, il governo di "emergenza" guidato dall'economista della Bocconi.