Il Grillo parlante sulle elezioni

Ferruccio Repetti

I comici, si sa, fanno ridere. A volte, anche involontariamente. Come quando parlano di politica senza prepararsi in anticipo su quello che devono dire. Il primo che viene in mente, dei comici involontari (ma ce ne sarebbero tanti...) è Grillo Giuseppe, detto Beppe, che comico vero non è più, da tempo, da quando almeno ha messo un bel conto in banca e i pannelli solari sul tetto della villetta proletaria a Sant’Ilario che gli consentono di vendere energia elettrica all’Enel. Ma Grillo continua a far ridere lo stesso, a crepapelle. La sua battuta più recente è una chicca sullo scrutinio elettronico. Urge riferirla per chi fosse sprovvisto del numero dell’Espresso in edicola, in cui compare una lunga intervista-barzelletta. L’esordio: «Lo Psiconano Berlusconi parla di brogli. Significa che ci ha pensato lui per primo e questa è la sua schizofrenia». L’affondo: «In queste elezioni, si faranno prove di scrutinio elettronico in cinque regioni, tra cui la Liguria, e mi fa una gran paura perché è da deficienti il sistema adottato. Mettono in un computer i dati, li memorizzano in una chiave elettronica che viene presa, messa in tasca da una persona e portata in un altro edificio, quello del premier». La rivelazione: «L'elettronica serve quando non ci sono contatti umani. E invece qui succederà, e teniamo presente che in alcune regioni come il Lazio la differenza sarà una manciata di voti. I dati finiranno direttamente nella sala del presidente del Consiglio. Ci siamo anche inventati l'elettronica coi cavalli, il ministro Stanca con la diligenza per portarli da un luogo all'altro». Infine, il pronostico porta-sfiga, un po’ stile mago Do Nascimiento: «Sono sicuro che Berlusconi andrà a casa, ma poi aspetteremo altri 6-7 mesi per rifare un altro governo». Comico, veramente. E poco importa, a Grillo, se la realtà è diversa: lo scrutinio elettronico non sposta nulla, è stato detto e ripetuto, l’hanno capito anche le pietre di Sant’Ilario. Non avrà valore ufficiale, a scapito dello scrutinio tradizionale. Quindi, niente brogli da parte del centrodestra. Neanche se portassero i dati nella stanza di Berlusconi con la diligenza mossa dall’elettronica coi cavalli. E anche Stanca non c’entra. A meno che Grillo non si riferisca alla sua vena comica.