Grillo: «Regolari i miei conti in Liechtenstein»

Non c’è nulla di illecito e nemmeno di irregolare nella vicenda che riguarda i depositi bancari in Liechtenstein e coinvolge il senatore di Forza Italia Luigi Grillo e l’europarlamentare del Ppe, Vito Bonsignore: a sostenerlo con forza, all’indomani della pubblicazione sul Corriere della sera della lista di correntisti della banca Lgt di Vaduz sono gli stessi Grillo e Bonsignore. «Ho già avuto modo di puntualizzare - spiega Grillo in una nota - la mia posizione. E quindi confermo la mia totale estraneità a qualunque fatto illecito. Ribadisco che il movimento finanziario del quale vi è traccia è riconducibile alla trattativa contrattuale relativa a un podere nelle Cinque Terre da me acquistato da imprenditori residenti nel Liechtenstein». Il senatore azzurro, pertanto, si augura che la vicenda «possa essere chiarita positivamente al più presto possibile». Decisamente più sintetico il commento di Bonsignore, candidato del Pdl e impegnato da anni in Liguria in numerosi progetti industriali legati alle infrastrutture cui partecipa anche uno dei suoi più assidui e fidati collaboratori, l’ex segretario regionale dell’Udc (dimissionario, e oggi, come Bonsignore, nel Ppe): «Non ho nulla da dire, nessun commento - dichiara l’europarlamentare, titolare di un conto di 5 milioni e mezzo di euro in Liechtenstein -. Non ho nemmeno letto i giornali. Quando vorrò commentare, chiamerò io». Per tutti i 157 cittadini italiani coinvolti è in corso una verifica per chiarire se abbiano commesso evasione fiscale nonchè se esistano gli estremi per l’ipotesi di reato di riciclaggio.