Il Grillo "rivoluzionario" difende la casta del Pd

Il guru del popolo viola stronca Renzi e il suo neonato movimento interno ai democratici: &quot;È un finto giovane che dovrebbe rottamare se stesso, con lui non c’è futuro&quot;. Da che pulpito... <br />

I rottamatori sono dei riciclati. Sorpresa: Beppe Grillo si schiera dalla parte della nomenklatura che da decenni governa l’apparato di quel partito che ha cambiato il nome ma non la faccia. Anzi, le facce dei suoi dirigenti. Il Pci-Pds-Ds-Pd. Il comico, naturalmente, si guarda bene dall’abbracciare i D’Alema, i Bersani, i Fassino e i Violante che da tempo immemorabile calcano il palcoscenico della «cosa rossa». No, fa di peggio, scagliandosi contro Matteo Renzi e soci. Per lui i rottamatori sono dei riciclati. Sì, proprio così, i giovani che si sono appena riuniti a Firenze alla Stazione Leopolda e assemblea dopo assemblea stanno prendendo il largo e assumendo una fisionomia più precisa, per Grillo rappresentano il vecchio. La muffa.

È un assist davvero insospettato quello che la classe dirigente del Pd riceve su un piatto d’argento dal fondatore del Movimento Cinque Stelle. Eppure Grillo è durissimo con Renzi e sul suo blog pubblica un perfido profilo del primo cittadino del capoluogo toscano: «Matteo Renzi vuole rottamare la vecchia politica, o forse sé (sic) stesso? Leggiamo il suo curriculum - prosegue implacabile il comico - nel 1996 si iscrive al Ppi di cui diventa nel 1997 il segretario giovanile. Nel dicembre ’99 è eletto segretario al III congresso provinciale del Ppi. Nel 2001 è eletto alla carica di coordinatore. Nel 2003 viene rieletto. Dal 2004 al 2009 diventa presidente della Provincia di Firenze, aderisce al Pdmenoelle, dal 2009 è eletto sindaco di Firenze. Cosa rottama allora Renzi? - è la conclusione - sé (ri-sic) stesso?»
Insomma, Grillo scarica la sua furia iconoclasta su un giovane, andando a rovistare nel suo breve passato. Renzi ha avuto il coraggio di trasformare in uno slogan e in un movimento - quello dei Rottamatori in cui è affiancato dal consigliere regionale lombardo Pippo Civati - il disagio dei tanti che considerano fallito il progetto del Pd e ritengono che il fallimento abbia anche una spiegazione anagrafica: non si può immaginare un partito capace di unire culture diverse se a condurre le danze sono sempre gli stessi personaggi che guidavano il Pci nell’epoca sovietica. Un ragionamento che, più o meno, è quello di un filosofo del calibro di Massimo Cacciari: «Il Pd non è mai nato. Forse per farlo nascere ci vuole una generazione che si sia formata dopo il crollo del muro». Appunto la generazione dei Renzi e dei Civati, tutti e due venuti al mondo nel 1975: una generazione che ha cominciato a fare politica dieci anni fa o poco più e che nel 1989 portava i calzoni corti.

Sulla Nazione Grillo va anche oltre e mette Renzi alla berlina: «L’ho visto ballare in una trasmissione televisiva. E non lo definirei uno che mi ha usurpato il titolo di rottamatore. Se l’espressione della nuova politica sono Renzi e la Serracchiani, finti giovani che vorrebbero rottamare un partito mai nato, non andiamo da nessuna parte».
Sarà un caso, ma Grillo, da comico si rivela un’ottima spalla per Bersani che, guarda la combinazione, sabato scorso s’è inventato un’assemblea nazionale dei circoli del Pd proprio mentre a Firenze iniziava la kermesse dei cinquemila di Renzi. E nell’intervista concessa a Lucia Annunziata per il programma In mezz’ora non ha speso nemmeno una citazione per Renzi & co, come ha notato Italia oggi. Li ha semplicemente ignorati.
Grillo invece va giù pesante. E prova a strangolare nella culla la nuova generazione che cerca di mandare in pensione le eterne facce della sinistra italiana: coloro che hanno imbalsamato il passato. Grillo ha già annunciato nuovi monologhi anti rottamatori. Bersani naturalmente ringrazierà. E con lui tutto l’apparato del partito.