Dopo il Grillo show la sorpresa arriva dagli Usa

da Milano

Bandiere rosse, inni, cordone di polizia. La cornice è quella delle grandi occasioni con tanto di protesta sindacale. Comincia così alle 11 del mattino, all’Auditorium di Rozzano, alle porte di Milano, la lunga giornata dell’assemblea dei soci di Telecom Italia. Una maratona, visto che solo in nottata sono arrivati i responsi finali affidati al giudizio degli azionisti: l’approvazione del bilancio 2006, l’elezione dei nuovi consiglieri e il piano di assegnazione di stock option per il top management.
A presiedere il vicepresidente esecutivo di Telecom Carlo Buora. Dopo l’addio di Guido Rossi e l’assenza del principale azionista, ormai senza cariche, Marco Tronchetti Provera, è lui a dover affrontare la rabbia dei piccoli azionisti (i soci presenti erano circa 300, in rappresentanza del 36% del capitale sociale), delusi per le scarse performance del titolo in Borsa. È lui a comunicare nel tardo pomeriggio la sorpresa: il ritiro di At&t. Una notizia accolta con un timido applauso dai soci ancora presenti.
Tra i 64 azionisti iscritti a parlare due quelli più seguiti: Beppe Grillo e Sergio Cusani. Nella tarda mattinata il comico è un fiume in piena. Quattro pagine di intervento vagliato da quattro avvocati «perché quando sono intervenuto all’assemblea Stet ho dovuto far fronte a 12 procedimenti legali. Che poi però ho vinto». Contrariamente alle premesse e alle promesse di prudenza Grillo va all’attacco del management: «Dimettetevi: per il Paese sarebbe l’unica cosa positiva che potete fare», dice. Le accuse: «Presunti manager con le pezze al c... hanno indebolito l’azienda con la complicità delle banche per fare i loro interessi». Grillo non risparmia accuse neppure a Lamberto Cardia, presidente della Consob. L’autorità ha bloccato la raccolta delle deleghe assembleari fatta da Grillo attraverso il suo sito Internet e per legge affidata a intermediari autorizzati. Fuori dal contesto assembleare Grillo commenta le indiscrezioni che vogliono Berlusconi e Colaninno insieme con Intesa San Paolo alla guida di una cordata tricolore per rilevare la maggioranza di Olimpia. «Silvio Berlusconi ha soldi suoi - ha detto Grillo - mentre Roberto Colaninno ha già dato, ha già preso, ora basta». Più circostanziato e finanziario l’intervento di Sergio Cusani, consulente economico di Cgil. Cusani attacca i possibili conflitti di interesse tra Pirelli (che fa capo a Tronchetti Provera) e Telecom. E poi chiede conto delle cessioni di immobili Telecom per 1.300 milioni di euro.
«Quelle più importanti - attacca Cusani - sono state effettuate a prezzi inferiori ai livelli di mercato». La parte più applaudita del suo intervento è quella in cui attacca le stock option, l’attribuzione di titoli azionari a prezzi di favore, proposta per il management dal consiglio di amministrazione. Sul tema anche il rappresentante di Banca d’Italia, che ha l’1,7% del capitale, ha qualche riserva e decide di astenersi. Quanto ai consiglieri l’istituto dichiara apertamente di votare per la lista di minoranza presentata dagli investitori istituzionali. Poi via alla spicciolata tocca ai piccoli soci, quelli che si presentano a volte anche con numeri alla mano (soprattutto per quanto riguarda quei 684mila euro versati a Guido Rossi per tre mesi di lavoro) e che cercano il loro piccolo momento di gloria.
In molti criticano il gioco delle scatole cinesi che permette di controllare società grandi con minoranze esigue. E dopo un’interruzione di circa un’ora tra le 21 e le 22 la seduta riprende a oltranza nella notte, in cui si svolge il voto, peraltro scontato, sui candidati della lista presentata da Olimpia. E mentre la Cgil ha già proclamato uno sciopero per metà maggio, oggi si riunirà il consiglio di amministrazione che con ogni probabilità nominerà Paquale Pistorio, ex amministratore delegato di StM, alla presidenza di Telecom. Almeno fino a quando banche e privati non riusciranno a trovare un nuovo assetto azionario per il gigante delle tlc nazionali.